I produttori di cognac chiedono 40 milioni di euro di aiuti all'UE dopo che i dazi cinesi hanno ridotto le esportazioni

I leader del settore avvertono che le perdite irrisolte della controversia commerciale potrebbero costituire un precedente per le future richieste di risarcimento dei danni all'agricoltura.

19-02-2026

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Cognac Producers Request €40 Million in EU Aid After Chinese Tariffs Slash Exports

I produttori di Cognac chiedono 40 milioni di euro di fondi europei per sostenere l'estirpazione di migliaia di ettari di vigneti, a seguito di un forte calo delle esportazioni e dei ricavi. La richiesta è stata presentata formalmente da Florent Morillon, presidente del Bureau National Interprofessionnel de Cognac (BNIC), durante un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron in occasione dell'evento Wine Paris del 9 febbraio. Il settore sta affrontando una significativa flessione, con un calo delle esportazioni a 141 milioni di bottiglie e 2,24 miliardi di euro di ricavi previsti per il 2025. Ciò rappresenta un calo del 15% in volume e del 25% in valore rispetto al 2024, riportando il settore ai livelli di performance registrati l'ultima volta nel 2010.

Il calo è attribuito a due fattori principali: una riduzione globale del consumo di vino e alcolici e un'indagine antidumping cinese in corso. L'indagine cinese è stata avviata come misura di ritorsione contro le tariffe europee sui veicoli elettrici cinesi, mettendo il Cognac e gli altri alcolici francesi al centro di una disputa geopolitica non legata al loro settore.

Morillon ha sottolineato che l'agricoltura europea è sempre più esposta a questi rischi geopolitici, che riguardano non solo il vino ma anche settori come quello lattiero-caseario e quello suino. Quando le decisioni dell'UE avvantaggiano alcuni settori ma danneggiano altri, è necessario che vi sia una compensazione per coloro che sono stati colpiti negativamente. "Non possiamo permettere che il Cognac e l'Armagnac siano presi in ostaggio perché l'Europa ha scelto di proteggere il suo settore automobilistico", ha detto Morillon. Morillon ha avvertito che il mancato risarcimento creerebbe un precedente negativo per i casi futuri in cui i settori agricoli sono coinvolti in controversie internazionali.

Durante l'incontro, il Presidente Macron ha riconosciuto la necessità di un "risarcimento" e ha riconosciuto la perdita di 500 milioni di euro subita dall'industria del Cognac a causa dell'indagine cinese. Il BNIC chiede 40 milioni di euro per finanziare la rimozione delle viti a un tasso di 10.000 euro per ettaro per i 3.500-4.000 ettari che hanno perso definitivamente il mercato. Morillon ha definito questa richiesta ragionevole, soprattutto se si considera che il settore perdeva 50 milioni di euro al mese nel periodo in cui erano in vigore i dazi provvisori cinesi.

Il 3 febbraio Morillon ha incontrato il ministro dell'Agricoltura Annie Genevard, che ha confermato il sostegno del governo alla richiesta di risarcimento alla Commissione europea. Questo fa seguito alla corrispondenza inviata da Bruxelles nell'autunno del 2025, che indicava la disponibilità a discutere le misure se interpellata dal governo francese. Morillon ha notato una certa esitazione da parte di Parigi alla fine dello scorso anno, ma ha affermato che la pressione dei produttori ha contribuito a far avanzare il processo.

La precedente incertezza del governo sembrava legata alla richiesta di novembre della Francia di 80 milioni di euro di fondi di riserva per la crisi dell'UE per misure di distillazione di emergenza in tutte le regioni vinicole. Tuttavia, i produttori di Cognac insistono sul fatto che la loro richiesta è separata e riguarda specificamente le perdite causate dall'indagine cinese, non le sfide economiche più ampie o il calo dei consumi.

Morillon ha sottolineato che, mentre il calo delle vendite è in parte dovuto alle tendenze globali, l'impatto delle azioni della Cina richiede una compensazione mirata. Il BNIC sta inoltre lavorando con le autorità nazionali su programmi di rimozione delle viti sia permanenti che temporanei, cercando di ottenere fondi aggiuntivi specifici per il Cognac oltre a quelli stanziati per il sostegno generale del settore vinicolo.

I leader dell'industria sperano che l'ottenimento di questo risarcimento non solo aiuti il Cognac a riprendersi, ma stabilisca anche un quadro di riferimento per sostenere altri settori agricoli colpiti da futuri conflitti geopolitici. Per il momento, si attendono ulteriori azioni sia da Parigi che da Bruxelles, mentre continuano le discussioni su come affrontare al meglio le ricadute di dispute commerciali internazionali che sfuggono al loro controllo.

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