09-10-2025

La recente chiusura del governo federale degli Stati Uniti, causata da una disputa sul budget, sta avendo un impatto significativo sull'industria del vino e degli alcolici nazionali e importati. La chiusura dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB) e le operazioni limitate dell'U.S. Customs and Border Protection (CBP) stanno causando ritardi e interruzioni in tutto il settore.
Il 1° ottobre, giorno in cui è iniziato lo shutdown, il Wine Institute, con sede in California, ha messo in guardia i suoi membri sulle conseguenze della chiusura del governo. Molti servizi essenziali forniti dal TTB, su cui le aziende vinicole fanno affidamento, sono temporaneamente non disponibili. Uno dei servizi più critici è l'emissione dei Certificati di Approvazione dell'Etichetta (COLA). Ogni bevanda alcolica venduta negli Stati Uniti deve avere questo certificato, che viene concesso solo dopo un esame dettagliato da parte del TTB. Senza COLA, non è possibile introdurre nuovi prodotti sul mercato.
Gli esperti del settore, tra cui W. Blake Gray della piattaforma commerciale Wine-Searcher, hanno fatto notare che mentre alcune modifiche, come l'adeguamento delle miscele di uve nei vini esistenti, possono procedere senza l'intervento federale, l'introduzione di nuovi prodotti viene bloccata. Ad esempio, un produttore straniero che vende Pinot grigio negli Stati Uniti non può lanciare un nuovo Sangiovese durante lo shutdown. Anche le registrazioni di nuovi marchi e gli aggiornamenti delle informazioni commerciali sono sospesi.
Secondo Wine-Searcher, alcune aziende vinicole non hanno ricevuto i rimborsi fiscali promessi dalla precedente amministrazione. Anche le agenzie che promuovono i vini statunitensi all'estero hanno sospeso le loro attività a causa dello shutdown.
Gli importatori sono particolarmente preoccupati per la situazione nei porti statunitensi. La rivista online Supply Chain Digital riporta che, in base a un piano di emergenza del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, il CBP continuerà a riscuotere le tariffe e a trattare i carichi durante lo shutdown. Tuttavia, si prevede che la riduzione del personale e i ritardi nella documentazione causeranno colli di bottiglia e rallentamenti nei porti, nelle compagnie ferroviarie e nelle aziende di logistica. Si prevede che l'esame dei documenti, la valutazione delle tariffe e l'applicazione dei regolamenti subiranno un rallentamento a causa del licenziamento del personale non essenziale. Le importazioni che richiedono ispezioni speciali, come prodotti farmaceutici, merci deperibili e altri articoli regolamentati, potrebbero subire tempi di attesa più lunghi.
Si teme anche la congestione degli oltre 1.700 magazzini doganali presenti in tutto il Paese. Gli importatori spesso utilizzano queste strutture per reindirizzare le spedizioni ed evitare ritardi alla dogana. Durante l'ultimo shutdown governativo del 2019, durato 35 giorni, il tempo trascorso dalle spedizioni al porto di Los Angeles/Long Beach è aumentato del 15-20%. La chiusura è terminata a fine novembre, poco prima del Giorno del Ringraziamento, per evitare di disturbare i viaggi delle vacanze.
Gli osservatori prevedono che uno scenario simile potrebbe verificarsi nel 2025 se l'attuale chiusura dovesse continuare. L'industria del vino e degli alcolici, sia nazionale che internazionale, segue con attenzione l'evolversi della situazione, sperando in una rapida risoluzione per evitare ulteriori disagi.
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