14-12-2023

In un recente seminario organizzato in Italia dalla Fondazione Mach, è stato posto un accento particolare sugli ultimi progressi in materia di vitigni Piwi. L'evento ha riunito esperti mondiali di viticoltura ed enologia, tra cui il Prof. Reinhard Töpfer, direttore dell'Istituto Julius Kühn di Geilweilerhof, il Prof. Philippe Darriet, professore di enologia all'Università di Bordeaux e direttore dell'Istituto di Scienze della Vite e del Vino, e Marco Stefanini, responsabile dell'Unità di Genetica e Allevamento della Vite della Fondazione Edmund Mach.
Il Prof. Reinhard Töpfer ha illustrato ai presenti la storia e la diffusione delle varietà di Piwi in Germania. Ha sottolineato la ricerca in corso di nuove varietà resistenti e di fonti secondarie di resistenza ai funghi. In Germania, le varietà Piwi coprono circa il 3% della superficie viticola, con una coltivazione in espansione di varietà a bacca bianca e rossa. Töpfer ha sottolineato l'importanza di selezionare la varietà migliore per le diverse condizioni ambientali.
Il Prof. Philippe Darriet, dell'Università di Bordeaux, ha condiviso una panoramica sullo stato dei vitigni resistenti in Francia. Dopo una panoramica storica sulle motivazioni alla base dello sviluppo di varietà resistenti, Darriet ha discusso la situazione attuale in Francia e le sfide future di questi vitigni, in particolare per quanto riguarda la durata della resistenza e la qualità sensoriale.
Marco Stefanini della Fondazione Edmund Mach ha illustrato gli sforzi italiani nel miglioramento genetico della vite, in particolare nelle varietà resistenti. Ha descritto sia le varietà registrate che quelle previste nel prossimo futuro. Stefanini ha presentato i risultati della selezione piramidale, ha identificato i marcatori utilizzati per selezionare la resistenza al marciume nero e ha illustrato le collaborazioni nazionali e internazionali per lo sviluppo, la selezione e la diffusione di queste varietà resistenti, con l'obiettivo di una viticoltura e una vinificazione più sostenibili.
Il seminario si è concluso con la cerimonia di premiazione della terza edizione del concorso di vini da uve "resistenti", definiti come vini prodotti con almeno il 95% di uve della varietà Piwi (PilzWiderstandsfähig). Al concorso hanno partecipato 110 etichette.
I vini da varietà Piwi sono prodotti con uve provenienti da piante selezionate per la loro resistenza alle principali malattie fungine che colpiscono la vite, richiedendo così meno interventi fitofarmaceutici.
FEM ha evidenziato le sue attività di ricerca e sperimentazione sulle varietà tolleranti, che hanno portato all'iscrizione di quattro nuove selezioni nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite grazie alla collaborazione con il consorzio CIVIT: Termantis, Nermantis, Charvir e Valnosia. Il progetto VEVIR ha recentemente dimostrato l'idoneità di queste varietà alla coltivazione in Trentino, insieme ad altre varietà come Solaris, Souvignier gris, Bronner, Palma, Johanniter e Pinot Regina.
Questo seminario non solo ha messo in luce l'impegno della comunità scientifica nel promuovere i vitigni Piwi, ma ha anche sottolineato l'importanza delle pratiche sostenibili in viticoltura e vinificazione. Mentre il mondo è alle prese con le sfide ambientali, lo sviluppo di varietà d'uva resistenti alle malattie offre una strada promettente per l'industria vinicola.
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