Monika Christmann evidenzia le sfide e le opportunità del cambiamento climatico nel settore vitivinicolo

06-07-2023

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Monika Christmann

Monika Christmann, ex presidente dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), è intervenuta alla Società Americana di Enologia e Viticoltura (ASEV) in una stimolante conversazione sulle sfide e le opportunità del cambiamento climatico nell'industria del vino. Christmann, figura di spicco della comunità accademica della viticoltura, ha sottolineato l'impatto dei cambiamenti climatici sul settore, suggerendo diverse soluzioni innovative e potenziali sviluppi futuri.

Nel suo discorso programmatico alla conferenza nazionale tenutasi a Napa, ha messo in evidenza lo scompiglio provocato dai cambiamenti climatici estremi sia sulla viticoltura che sulla vinificazione. Queste fluttuazioni climatiche complicano l'adattamento del settore, costringendo a rivalutare strategie e pratiche.

Le strategie proposte includono la sperimentazione di nuove varietà di uve e stili di vino unici, l'esclusione della fermentazione secondaria nei vini spumanti attraverso il metodo Charmat, l'incorporazione del verjus nel processo di vinificazione e la riduzione dei livelli di alcol fino al 2%.

Christmann, che supervisiona il programma enologico dell'Università di Geisenheim, in Germania, dove ha conseguito il dottorato e poi è entrata come professore, ha ricoperto la presidenza dell'OIV dal 2015 al 2018. Questo periodo è stato caratterizzato da notevoli cambiamenti climatici, di cui ha parlato con passione durante la sua presentazione.

Dopo il 44° Congresso mondiale della vite e del vino a Cadice-Jerez, in Spagna, Christmann ha parlato delle gravi ondate di calore e della siccità in Spagna, che ha descritto come le più gravi degli ultimi tre secoli. Con la crisi climatica in corso, Christmann ha osservato che la futura viticoltura spagnola si concentrerà probabilmente su stili più leggeri di vini bianchi, con maggiore acidità e livelli alcolici più bassi.

Christmann non ha tratto conclusioni definitive, ma ha invece offerto numerosi spunti di riflessione di inestimabile valore, intrecciando abilmente umorismo e realtà rassicurante. I cambiamenti climatici, le nuove tecnologie, le considerazioni economiche e l'evoluzione delle tecniche di produzione del vino stanno influenzando la traiettoria del settore.

La globalizzazione e l'aumento della qualità della vinificazione stanno cambiando i luoghi di produzione del vino: paesi come la Cina, la Svezia e la Danimarca stanno emergendo come nuovi produttori di vino. Questa diversificazione globale sfida i tradizionali limiti geografici della produzione di vino, che in passato si pensava non superassero i 50 gradi nord. Christmann ha menzionato il crescente interesse per i vini internazionali, evidenziato dalla crescita delle importazioni dal 25% al 40% nell'ultimo decennio.

Poiché i cambiamenti climatici continuano a sconvolgere le regioni vinicole tradizionali, i vigneti devono sperimentare nuove varietà di uva resistenti all'oidio e alla siccità. Queste innovazioni richiedono un'attenta analisi, sperimentazione e creatività nella vinificazione, sfidando i principi enologici preesistenti.

Tuttavia, le implicazioni del cambiamento climatico vanno oltre l'aumento delle temperature medie. Secondo Christmann, le frequenti temperature e gli estremi climatici rappresentano le sfide più significative per l'adattamento dei vigneti. Ha messo in guardia dai disastri inspiegabili dei vigneti e dall'accelerazione degli impatti del cambiamento climatico, come l'anticipo dei periodi di vendemmia.

Mentre i climi europei più caldi hanno inizialmente incrementato i punteggi dei vini, un eccesso di calore è dannoso. I vigneti di riesling di prima scelta, ad esempio, stanno subendo "bruciature" dovute al calore eccessivo, con conseguenti livelli alcolici insolitamente elevati per questi vini. Inoltre, l'aumento delle temperature richiede cambiamenti nella produzione di spumanti, rendendo potenzialmente necessario un passaggio al metodo Charmat a fermentazione singola.

Christmann ha anche sottolineato gli effetti catastrofici delle inondazioni, come dimostra la devastante alluvione del fiume Ahr del luglio 2021, che ha causato danni materiali per oltre 32 miliardi di dollari.

Il discorso di Christmann ha sottolineato l'urgenza e la complessità dell'impatto del cambiamento climatico sull'industria vinicola. Se da un lato ha presentato soluzioni innovative e nuovi approcci al settore, dall'altro ha sottolineato la necessità di una continua vigilanza, di un adattamento e di un pensiero creativo per affrontare le incertezze di quest'epoca così impegnativa.

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