Un ristorante tedesco intraprende un'azione legale per un conto di vino non pagato di 13.000 euro: un caso di studio sulla comunicazione e l'ospitalità di alto livello

Una notte di festeggiamenti sfarzosi si trasforma in un'azione legale per il rifiuto di pagare una bottiglia di Louis Roederer Cristal di Matusalemme.

20-06-2023

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Mon Amie Maxi, una rinomata brasserie francese situata a Francoforte, in Germania, ha avviato un procedimento legale contro un cliente che si sarebbe rifiutato di saldare un conto di 13.000 euro per una bottiglia di champagne Louis Roederer Cristal. Questo incidente solleva domande pertinenti sulla chiarezza e l'efficacia della comunicazione tra il personale del ristorante e gli avventori, in particolare nel contesto di transazioni di alto valore.

L'incidente in questione è avvenuto nel maggio dell'anno precedente. La persona coinvolta, la cui identità non è stata resa nota, è residente a Neuss, vicino a Düsseldorf, in Germania. Stava partecipando a una serata di festeggiamenti quando ha chiesto al sommelier del Mon Amie Maxi di servirgli una "bottiglia speciale".

Secondo le testimonianze del personale del locale, il cliente ha mostrato un notevole entusiasmo quando gli è stata presentata una bottiglia da sei litri dell'ambita cuvée Louis Roederer. Il ristorante non ha reso nota l'annata dello champagne.

Successivamente, l'avventore, con esuberanza incontenibile, ha utilizzato la tecnica del sabrage - un metodo tradizionale per aprire una bottiglia di champagne utilizzando la lama di una sciabola o di un grosso coltello - per stappare l'imponente bottiglia di Matusalemme. Poi ha condiviso e gustato il contenuto con i suoi compagni.

Tuttavia, l'allegria dell'incontro è stata bruscamente interrotta quando è stato presentato il conto. Secondo quanto riferito, il cliente è rimasto sbigottito, pensando che il prezzo della bottiglia fosse di 1.300 euro, senza rendersi conto che in realtà era decuplicato.

L'agenzia di stampa tedesca Bild ha riferito che Mon Amie Maxi ha intentato una causa contro il cliente nel tentativo di recuperare il pagamento arretrato.

Il caso è stato portato davanti al tribunale distrettuale di Düsseldorf il 15 maggio. Il giudice che presiede la causa ha ora il compito di stabilire se ci sia stato un errore di comunicazione riguardo al prezzo della bottiglia o se il cliente si sia semplicemente sbagliato o confuso riguardo alle informazioni fornite dal personale.

È fondamentale notare che i prezzi delle bottiglie di champagne possono variare in modo sostanziale a seconda dell'annata e del rivenditore. Ad esempio, una bottiglia di Cristal Matusalemme, come quella del 2004 venduta da Selfridges, supera generalmente i 10.000 euro. Inoltre, i ristoranti spesso incorporano dei ricarichi per tenere conto delle spese di stoccaggio, servizio e altre spese associate all'offerta di vini agli avventori.

Mon Amie Maxi ha rifiutato di rivelare l'annata dello champagne servito al cliente, che potrebbe essere un fattore cruciale nel caso.

Questo incidente sottolinea l'importanza di una comunicazione chiara e trasparente nel settore dell'ospitalità, soprattutto quando si tratta di articoli di alto valore. Inoltre, evidenzia le responsabilità e le aspettative sia dei consumatori che dei fornitori di servizi.

In un settore in cui la reputazione e la soddisfazione del cliente sono fondamentali, protocolli di comunicazione chiari possono prevenire tali malintesi e favorire un rapporto più armonioso tra le strutture e la clientela.

L'evoluzione del caso sarà attentamente monitorata dal settore alberghiero e dagli esperti legali, con esiti che potrebbero influenzare le pratiche e le politiche relative alla comunicazione e al servizio clienti nelle strutture di fascia alta.

Il verdetto finale, ancora da annunciare, potrebbe servire come precedente o come lezione per i ristoranti e gli avventori nelle complesse dinamiche dell'ospitalità di lusso.

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