Uno studio rileva che una tecnica elettrica può monitorare lo stress idrico del vigneto

20-05-2026

Ricercatori in Francia affermano che la polarizzazione indotta spettrale potrebbe aiutare i viticoltori a misurare con maggiore precisione le variazioni dell’umidità del suolo e lo stress idrico della vite.

Un nuovo studio condotto in un vigneto della regione francese del Médoc suggerisce che una tecnica geofisica più spesso utilizzata nelle scienze della Terra potrebbe aiutare i viticoltori a monitorare lo stress idrico delle viti e le variazioni dell’umidità del suolo durante la siccità.

La ricerca, pubblicata mercoledì su Geophysical Journal International, ha testato la polarizzazione indotta spettrale, o SIP, in un vigneto commerciale durante la siccità estiva del 2023. Il metodo misura il modo in cui il suolo risponde ai segnali elettrici a diverse frequenze. In questo caso, gli scienziati hanno combinato misurazioni sul campo con test di laboratorio, sonde per l’umidità del suolo e monitoraggio del flusso di linfa della vite per verificare se la SIP potesse mappare la dinamica dell’acqua fino a 1 metro sotto la superficie.

Il team ha rilevato che la tecnica era in grado di individuare le tendenze di essiccamento nel corso della stagione vegetativa e di stimare le variazioni dello stoccaggio idrico del suolo. Secondo lo studio, lo stoccaggio idrico del suolo nel vigneto è sceso da circa 150 mm a 50 mm durante la siccità. Per le viti dotate di sensori di flusso della linfa, i ricercatori hanno stimato un’acqua totale traspirabile del suolo pari a 98±8 mm.

Lo studio è rilevante perché i vigneti devono spesso fare i conti con suoli eterogenei, salinità variabile e condizioni di umidità mutevoli, fattori che possono rendere difficili le decisioni irrigue. I metodi standard di resistività elettrica possono essere influenzati dai livelli di sale nell’acqua del suolo, con il rischio di attenuare la chiarezza delle letture. I ricercatori hanno affermato che la SIP sembrava meno sensibile a queste variazioni di salinità, soprattutto attraverso il segnale di conducibilità immaginaria, risultando potenzialmente più affidabile per i vigneti che ricevono ammendanti o subiscono cambiamenti nella chimica del suolo.

Lo studio ha inoltre confrontato diverse configurazioni sul campo per la raccolta dei dati SIP, tra cui cavi multifeeder, cavi completamente coassiali e sistemi ibridi. La scelta della configurazione ha inciso fortemente sulla qualità dei dati, soprattutto quando i suoli erano più secchi. Un risultato che potrebbe essere importante per viticoltori e consulenti che vogliono utilizzare il metodo al di fuori di esperimenti controllati.

Gli autori hanno affermato che la tecnica può offrire due tipi di informazioni contemporaneamente: la dinamica dell’umidità del suolo e i pattern della tessitura del terreno. Questa combinazione potrebbe aiutare a individuare dove le viti sono sottoposte a maggiore stress e dove l’irrigazione potrebbe essere più necessaria. I ricercatori hanno detto che il loro approccio rappresenta il primo tentativo di quantificare lo stoccaggio idrico del suolo in un vigneto commerciale utilizzando metodi SIP.

Lo studio è stato guidato da Quentin Chaffaut della Sorbonne Université, Myriam Schmutz dell’Università di Bordeaux e del Lawrence Berkeley National Laboratory, e Jehanne Cavailhes dell’Università di Bordeaux. È stato pubblicato come manoscritto accettato ed è disponibile in open access con licenza Creative Commons.