18-05-2026
La spesa per il vino negli Stati Uniti ha raggiunto un livello record nel 2025, anche se gli americani hanno continuato a berne meno, secondo il BMO Wine Market Report 2026: un segnale che i prezzi più alti stanno sostenendo la categoria mentre la domanda continua a indebolirsi.
Il rapporto ha rilevato che il valore complessivo del mercato del vino negli Stati Uniti è salito del 3% lo scorso anno, ma i volumi totali sono tornati a scendere. Questo divario riflette un mercato in cui i consumatori acquistano meno bottiglie e bevono meno spesso, mentre le cantine aumentano i prezzi per compensare vendite più deboli. Il risultato, hanno osservato i dirigenti del settore, è un comparto che sulla carta appare più sano di quanto non sia nelle cantine e nei canali di distribuzione.
Adam Beak, managing director e responsabile wine and spirits di BMO, ha affermato che il settore non sta semplicemente attraversando una pausa, ma sta vivendo una fase di riassetto. Ha spiegato che i prezzi più alti mantengono elevato il valore di mercato, mascherando però un calo strutturale dei consumi. Meno persone bevono vino, ha detto, e chi lo fa lo consuma con minore frequenza. Allo stesso tempo, l’offerta si sta riducendo, la distribuzione sta cambiando e le vendite dirette al consumatore non crescono più come un tempo.
Il rapporto indica la California, che resta il centro della produzione vinicola statunitense, come una delle principali fonti di questo cambiamento dell’offerta. Nell’ultimo decennio, secondo il report, il vino immesso sul mercato statunitense dalla California è diminuito di quasi il 25%. Il calo riflette una minore superficie vitata, una vendemmia più contenuta e una scelta deliberata di allontanarsi dalla produzione di eccedenze dopo anni di domanda più debole.
I produttori devono inoltre fare i conti con scorte in eccesso che continuano a pesare sulla liquidità. Il rapporto segnala pressioni su entrambi i fronti per le cantine: domanda dei consumatori più debole e costi in aumento legati a produzione, spedizione e distribuzione. Molte aziende stanno cercando di ridurre le giacenze invece di accumularle, e questo sta cambiando la quantità di vino che arriva a rivenditori e ristoranti.
Le spedizioni dirette al consumatore sono state tra le componenti più deboli del mercato nel 2025. Il rapporto afferma che sia i volumi sia il valore sono diminuiti bruscamente con l’aumento dei costi di spedizione e il taglio della spesa discrezionale da parte dei consumatori. Per anni questo canale era stato uno dei motori di crescita del settore, soprattutto per le cantine più piccole che facevano affidamento su sale degustazione e vendite online per raggiungere i clienti senza passare dai grossisti.
Anche la distribuzione sta cambiando. Il rapporto dice che molte cantine hanno perso distributori chiave e stanno assumendo direttamente maggiori responsabilità commerciali. Questo cambiamento può dare ai produttori più controllo su prezzi e rapporti con la clientela, ma aggiunge anche costi e complessità in un momento in cui i margini sono già sotto pressione.
Non tutte le categorie si sono mosse nella stessa direzione. I vini aromatizzati hanno guadagnato terreno nel 2025, mentre le vendite di spumanti sono diminuite. La divergenza suggerisce che i consumatori stanno diventando più selettivi e che le preferenze si stanno frammentando tra stili e fasce di prezzo invece di muoversi in un’unica direzione chiara.
Tony Sciarrino, responsabile di BMO Commercial Bank negli Stati Uniti, ha detto che il settore sta affrontando un vero aggiustamento: i prezzi più alti sostengono il valore, ma domanda più debole, costi in aumento e dinamiche distributive in evoluzione continuano a mettere sotto pressione i produttori. Ha aggiunto che le cantine dovranno adattarsi con attenzione se vogliono restare competitive.
Il rapporto afferma che la maggior parte delle cantine si aspetta che il mercato si stabilizzi o si riprenda entro tre anni, ma suggerisce anche che qualsiasi ripresa arriverà probabilmente in un settore più piccolo, con offerta più limitata, maggiore concorrenza e un’attenzione crescente a politiche di prezzo flessibili, cambiamenti nel packaging e nuovi canali di vendita.
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