L’accordo UE-Mercosur tutela i nomi italiani del food

28-04-2026

L’intesa commerciale che entrerà in vigore il 1° maggio estende la protezione a oltre 350 indicazioni geografiche europee in Sud America

L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur dovrebbe entrare in applicazione provvisoria il 1° maggio 2026, dando forza giuridica a un quadro negoziato a lungo e destinato ad ampliare la protezione di centinaia di indicazioni geografiche europee, tra cui oltre 50 nomi italiani legati al food e al wine.

L’accordo commerciale interinale, parte di una struttura più ampia a due livelli che comprende anche un accordo di partenariato, è stato firmato ufficialmente ad Asunción il 17 gennaio 2026, dopo il raggiungimento dell’intesa politica il 6 dicembre 2024. La Commissione europea è andata avanti con l’applicazione provvisoria, mentre il Parlamento europeo ha deferito l’accordo alla Corte di giustizia dell’Unione europea per una verifica di legittimità.

Per i produttori di vino e gli esportatori alimentari, l’effetto più immediato è una tutela più forte delle indicazioni geografiche, o IG, in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’accordo riconosce e protegge oltre 350 IG europee nei mercati del Mercosur e più di 220 indicazioni del Mercosur nell’Unione europea. Tra i nomi europei coperti figurano Asti, Barolo, Prosecco, Chianti, Brunello di Montalcino e Franciacorta, oltre a formaggi, salumi e altri prodotti regionali.

In Europa l’intesa viene presentata come un passo importante contro l’“Italian sounding”, la pratica di usare nomi o confezioni che richiamano prodotti italiani senza essere prodotti in Italia. L’accordo vieta l’imitazione delle denominazioni protette e stabilisce che una IG riconosciuta non possa essere considerata un nome comune. Limita inoltre la registrazione di marchi identici a una IG protetta o che la contengano, salvo le domande depositate in buona fede prima dell’entrata in vigore dell’accordo.

L’elenco dei nomi italiani protetti è insolitamente ampio. Comprende vini come Barbaresco, Barbera d’Alba, Barbera d’Asti, Bardolino, Barolo, Brachetto d’Acqui, Chianti Classico, Conegliano-Prosecco Valdobbiadene-Prosecco, Lambrusco di Sorbara, Marsala, Montepulciano d’Abruzzo, Soave e Vino Nobile di Montepulciano. Include anche distillati come la Grappa. Sul fronte alimentare figurano Aceto Balsamico di Modena, Asiago, Bresaola della Valtellina, Culatello di Zibello, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma.

L’accordo istituisce un comitato sulle indicazioni geografiche composto da rappresentanti delle autorità nazionali e dei ministeri degli Esteri per supervisionarne l’attuazione. Questo organismo sarà responsabile della gestione delle controversie sul riconoscimento e sull’applicazione man mano che il trattato inizierà a operare nella pratica.

La tempistica conta perché l’accordo con il Mercosur arriva mentre un altro intesa transatlantica si muove in una direzione diversa. Nel febbraio 2026, Stati Uniti e Argentina hanno firmato un Agreement on Reciprocal Trade and Investment che adotta un approccio molto più permissivo su alcuni nomi alimentari. In base a quell’intesa, l’Argentina dovrà consentire a prodotti statunitensi l’uso di alcuni termini per formaggi e carni se tali termini sono considerati generici o se manca la prova di una particolare reputazione legata alla geografia.

Questo approccio entra direttamente in conflitto con il modello europeo. Nel diritto Ue, la tutela per una DOP o una IGP va oltre la copia esatta e può coprire anche l’imitazione o l’evocazione quando venga indicata la vera origine. La Corte di giustizia ha già stabilito che “Parmesan” evoca “Parmigiano Reggiano”, mostrando quanto ampiamente il diritto europeo possa proteggere questi nomi.

Al contrario, l’accordo Usa-Argentina riflette la dottrina del nome comune utilizzata nella politica commerciale americana per molti termini alimentari. Nomi come Asiago, Fontina, Gorgonzola e Parmesan possono essere considerati generici in quel quadro anziché indicazioni geografiche protette.

Questa divergenza giuridica potrebbe creare problemi all’Argentina una volta che l’accordo con il Mercosur inizierà ad applicarsi provvisoriamente. Il Paese sarà vincolato da un trattato che rafforza la tutela delle IG con l’Europa e da un altro che concede maggiore spazio all’uso generico da parte degli esportatori statunitensi. Secondo gli avvocati, questa tensione potrebbe portare a anni di contenziosi su quale obbligo prevalga nel diritto argentino e su come dogane e tribunali debbano applicare impegni concorrenti.

Per i produttori europei, soprattutto nei settori italiano del vino e del food, l’accordo con il Mercosur offre nuove leve commerciali in un momento in cui le imitazioni restano diffuse sui mercati esteri. Ma il suo valore pratico dipenderà dall’applicazione nei Paesi del Mercosur e dalla disponibilità delle autorità locali a bloccare etichette e marchi che ricordino i nomi europei protetti una volta che il trattato entrerà in vigore il mese prossimo.