14-04-2026
Verona, Italia — Il mercato dei vini dealcolati e a basso tenore alcolico è destinato a una forte espansione nel 2026, con una produzione italiana attesa in crescita del 90%, secondo un’analisi presentata a Vinitaly dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly.
Lo studio, diffuso alla fiera del vino nel quartiere fieristico di Verona, segnala una forte domanda all’estero e un mercato domestico italiano ancora agli inizi. Nel 2025, le vendite di vini no e low alcohol in Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno superato 1,2 miliardi di euro nella distribuzione grocery, pari a 160 milioni di bottiglie, ha riferito l’osservatorio. Si tratta ancora di una quota ridotta del business mondiale del vino, ma indica una categoria in rapida crescita, soprattutto per i vini completamente analcolici, che stanno facendo meglio dei prodotti a basso tenore alcolico.
L’Italia si prepara ora a entrare più pienamente nel segmento dopo anni di ritardi normativi che hanno spinto molti produttori a realizzare questi vini all’estero. I vini dealcolati italiani detengono attualmente circa il 2,5% del mercato, soprattutto in Germania e Gran Bretagna. Ma il quadro sta cambiando rapidamente. L’indagine, che ha coinvolto quasi tutte le aziende italiane attive nella categoria, ha rilevato che la produzione è destinata a balzare il prossimo anno, con le esportazioni a rappresentare il 91% delle vendite e i canali retail il 77% della distribuzione.
Circa la metà delle aziende intervistate ha dichiarato di voler avviare la produzione in Italia, con il Veneto che emerge come regione chiave per il suo ruolo centrale nell’industria vinicola nazionale. Sta cambiando anche il mix di prodotto. I vini analcolici rappresentano oggi il 54% delle referenze, mentre le “bevande a base di vino” sono passate dal 3% del 2025 al 27% attuale.
I principali mercati restano il Nord America, in particolare Stati Uniti e Canada, e i Paesi DACH — Germania, Austria e Svizzera. Stanno emergendo anche nuove destinazioni in Messico, Polonia e Cina, oltre ad alcune aree del Medio Oriente e dell’Africa.
L’analisi dell’osservatorio, basata sui dati NielsenIQ e IWSR, ha rilevato che gli spumanti zero alcol stanno intercettando gran parte dello slancio della categoria all’estero. In Gran Bretagna le vendite sono salite del 24%, con i prodotti italiani in aumento del 17%. Negli Stati Uniti le vendite sono cresciute del 15%, mentre le etichette italiane hanno segnato un +200%.
La salute resta la principale ragione per cui i consumatori scelgono vini no e low alcohol, ma la percezione di una qualità migliore e una maggiore conoscenza della categoria pesano ormai per il 35% delle decisioni d’acquisto. Il gusto resta un ostacolo per il 25% dei potenziali acquirenti.
“Il tema del gusto continua a frenare i consumi per il 25% dei potenziali clienti”, ha detto a Vinitaly Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini. “Questa quota sta gradualmente diminuendo man mano che migliora la qualità del prodotto. L’Italia ha un ruolo decisivo da giocare in questo ambito.”
Castelletti ha affermato che la categoria ha ancora margini di crescita sia tra gli astemi sia tra i consumatori abituali di vino che talvolta preferiscono non assumere alcol.
Il quadro è diverso in Italia, dove i consumi restano limitati. L’osservatorio ha rilevato che il 94% dei non bevitori ha dichiarato di non aver acquistato un prodotto analcolico negli ultimi sei mesi. La percentuale sale al 98% tra i consumatori più giovani e scende all’89% tra quelli più anziani. Tra chi acquista questi prodotti, la guida è stata indicata come motivo principale dal 50% degli intervistati, compreso il 56% dei consumatori della Gen Z.
Anche la ristorazione ha adottato lentamente la categoria. L’indagine ha rilevato che il 71% dei ristoranti non è interessato ad aggiungere vini dealcolati alla propria carta, mentre solo il 3% ha dichiarato di averlo già fatto con successo.
“Per Vinitaly è importante cogliere ogni opportunità di business”, ha detto Federico Bricolo, presidente di Veronafiere. “Per questo abbiamo sviluppato insieme a Unione Italiana Vini NoLo Vinitaly Experience, un’area dedicata ai vini no e low alcohol con espositori specializzati e un fitto programma di degustazioni e masterclass.”
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