16-10-2025
Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani verso gli Stati Uniti hanno subito un brusco calo nell'agosto 2025, con una diminuzione del 23% rispetto all'agosto 2024. Il calo, che equivale a una perdita di 126 milioni di euro in un solo mese, fa seguito all'introduzione di nuovi dazi statunitensi sui prodotti agricoli europei. I dati provengono dall'associazione Cia/Agricoltori Italiani, sulla base delle cifre diffuse dall'Istat. Anche la Coldiretti ha confermato la tendenza, sottolineando che il calo è stato particolarmente grave nel settore del vino, dove le esportazioni sono diminuite di oltre il 30%.
I nuovi dazi, fissati al 15% dopo mesi di incertezze e speculazioni su aliquote ancora più alte, sono stati uno dei fattori principali della flessione. Gli esperti del settore affermano che non è ancora chiaro se il calo sia dovuto più alle tariffe stesse, alle scorte degli importatori prima dell'entrata in vigore delle tariffe o alla confusione sulle modalità di applicazione delle tariffe. Ciò che è chiaro è che le esportazioni italiane di alimenti e bevande negli Stati Uniti hanno subito un drastico rallentamento dopo anni di crescita costante.
L'Unione Italiana Vini (Uiv), guidata da Lamberto Frescobaldi, ha registrato un calo del 28% del valore delle esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti nei mesi di luglio e agosto 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Il valore cumulato di questi due mesi è stato di 227 milioni di euro. Secondo l'Uiv, questa tendenza negativa si è consolidata a partire da aprile, con un calo delle vendite all'estero per tre mesi consecutivi. Tra giugno e agosto 2025, le perdite hanno superato i 210 milioni di euro.
Il rallentamento ha influito sull'andamento complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane negli Stati Uniti nel 2025. Nei primi otto mesi di quest'anno, la crescita annuale delle esportazioni si è sostanzialmente arrestata, a fronte di un aumento del 19% nello stesso periodo del 2024. In termini assoluti, le esportazioni sono cresciute di appena 1 milione di euro da gennaio ad agosto 2025, contro un aumento di 802 milioni di euro nello stesso periodo dello scorso anno.
Il presidente della Cia/Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha dichiarato che i dazi statunitensi, uniti a un tasso di cambio euro/dollaro sfavorevole, stanno danneggiando le esportazioni italiane di alta qualità e mettendo a rischio migliaia di imprese agroalimentari. Ha chiesto un'azione urgente per proteggere anni di investimenti e di presenza sul mercato statunitense.
Nonostante queste difficoltà, il totale delle esportazioni agroalimentari italiane verso gli Stati Uniti nei primi otto mesi del 2025 ha comunque superato i 5 miliardi di euro, più o meno in linea con i dati dello scorso anno. Tuttavia, Coldiretti ha osservato che questo risultato nasconde una performance fortemente disomogenea. Dopo un aumento dell'11% del valore delle esportazioni nel primo trimestre del 2025, la crescita è rallentata all'1,3% in aprile, allo 0,4% in maggio, per poi diventare negativa: -2,9% in giugno, -10% in luglio e un forte calo in agosto.
Le esportazioni di vino sono state particolarmente colpite. Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, nei primi otto mesi del 2025 le cantine italiane hanno esportato negli Stati Uniti vino per 1,1 miliardi di euro, con un calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel solo mese di luglio 2025 le esportazioni di vino sono diminuite del 26,3% rispetto al luglio 2024.
Secondo la Coldiretti, con i dazi al 15%, la crescita delle esportazioni si è di fatto arrestata. Il gruppo ha aggiunto che resta da vedere se questa flessione sarà temporanea o segnerà un cambiamento duraturo nei modelli commerciali. Gli Stati Uniti sono il principale mercato extra-UE per le esportazioni agroalimentari dell'Italia, il che rende questi sviluppi particolarmente significativi.
Un recente rapporto Coldiretti/Censis ha rilevato che l'81% degli italiani ritiene che l'Unione Europea dovrebbe negoziare con l'ex presidente Trump per ottenere esenzioni tariffarie in settori chiave come il vino. Il rapporto ha anche rilevato che il 79% degli italiani si aspetta che la Commissione europea assuma una posizione più dura nei futuri negoziati.
Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, ha affermato che sia i dazi che il dollaro debole hanno influito sull'andamento del mercato. Ha osservato che il calo dei consumi statunitensi e l'aumento delle scorte non possono continuare all'infinito e i dati recenti confermano questo cambiamento. Frescobaldi ha invitato le aziende italiane a concentrarsi sul miglioramento dell'efficienza e sul rafforzamento della loro presenza sui mercati esteri, soprattutto quando le condizioni si stabilizzeranno negli Stati Uniti. Ha inoltre sottolineato l'importanza del sostegno governativo alla promozione e all'internazionalizzazione, indicando le prossime misure di bilancio che potrebbero stanziare risorse aggiuntive per la promozione del vino attraverso l'Ice Agenzia.
Fondata nel 2007, Vinetur® è un marchio registrato di VGSC S.L. con una lunga storia nel settore vinicolo.
VGSC, S.L. con partita IVA B70255591 è una società spagnola legalmente iscritta nel Registro delle Imprese della città di Santiago de Compostela, con il numero di registrazione: Bollettino 181, Riferimento 356049 nel Volume 13, Pagina 107, Sezione 6, Foglio 45028, Iscrizione 2.
Email: info@vinetur.com
Sede e uffici a Vilagarcia de Arousa, Spagna.