Il tipo di terreno è fondamentale per il successo degli agenti di biocontrollo nei vigneti

06-07-2024

Uno studio rivela i cambiamenti del microbiota fungino in risposta agli agenti di biocontrollo

Il settore agricolo ha visto un cambiamento significativo verso la riduzione dell'uso di sostanze chimiche di sintesi, dando il via a un'ampia ricerca sugli agenti di controllo biologico come alternativa per combattere le malattie delle colture. Questi agenti promettono benefici per l'ambiente, ma il loro impatto sui microrganismi benefici della rizosfera e sul microbiota nativo del suolo non è stato ampiamente esplorato.

In questo senso, un gruppo di ricerca ha analizzato gli effetti di due agenti di biocontrollo, Trichoderma atroviride SC1 (Ta SC1) e Bacillus subtilis PTA-271 (Bs PTA-271), sul microbiota batterico e fungino delle rizosfere della vite, oltre al loro ruolo nei meccanismi di difesa delle piante. Utilizzando tecniche avanzate come il sequenziamento di ampliconi e la reazione a catena della polimerasi quantitativa in tempo reale (qPCR), lo studio ha anche quantificato la presenza di Ta SC1 e Bs PTA-271 nella rizosfera utilizzando la droplet digital PCR (ddPCR).

I risultati hanno rivelato che i microbioti fungini sono stati significativamente influenzati dal tipo di suolo, dal trattamento di biocontrollo e dal tempo di campionamento, mentre i microbioti batterici hanno mostrato una minore variabilità in risposta a questi fattori. La sopravvivenza e l'insediamento degli agenti di biocontrollo dipendevano dal tipo di suolo, suggerendo che le proprietà fisico-chimiche del suolo giocano un ruolo cruciale nel successo di questi agenti. In particolare, i trattamenti con Ta SC1 hanno avuto un impatto pronunciato sulle reti di co-occorrenza fungina, portando a sistemi più complessi e stabili con un aumento delle correlazioni positive.

Per quanto riguarda le difese della vite, queste sono variate in base al tipo di terreno, risultando più efficaci nei terreni sabbiosi. Ciò sottolinea la complessità delle interazioni tra i microrganismi nella rizosfera e la necessità di considerare molteplici fattori - come il tipo di suolo, il tempo di campionamento e i trattamenti di biocontrollo - per comprendere appieno la struttura e la dinamica delle comunità microbiche.

Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca BIOVITIS dell'Istituto di Scienze della Vite e del Vino (ICVV), in collaborazione con l'Università Mendel di Brno (Repubblica Ceca), l'Università di Reims (Francia) e l'Università Politecnica di Valencia, è stato pubblicato sulla rivista Phytobiomes con il titolo "Establishment of biocontrol agents and their impact on rhizosphere microbiome and induced grapevine defenses are highly soil-dependent".

Le implicazioni di questi risultati per la gestione dei vigneti sono significative. Poiché l'uso degli agenti di biocontrollo diventa sempre più diffuso, la comprensione delle loro interazioni con il microbioma della rizosfera può aiutare a ottimizzarne l'efficacia e a minimizzare le conseguenze indesiderate. Lo studio evidenzia l'importanza del tipo di suolo come fattore critico per il successo degli agenti di biocontrollo, suggerendo che i gestori dei vigneti potrebbero dover adattare l'uso di questi agenti in base alle specifiche condizioni del suolo.

Inoltre, la capacità di Ta SC1 di migliorare la complessità e la stabilità della rete fungina potrebbe offrire nuove strategie per la gestione della salute della vite. Promuovendo una comunità microbica più resiliente, i vigneti potrebbero essere meglio equipaggiati per resistere a vari stress e malattie, portando a pratiche viticole più sostenibili e produttive.

La ricerca futura dovrebbe continuare a esplorare le interazioni sfumate tra agenti di biocontrollo e microbiota del suolo in diverse condizioni ambientali. Studi a lungo termine potrebbero fornire approfondimenti su come queste interazioni si evolvono nel corso di più stagioni vegetative e in condizioni climatiche diverse. Inoltre, lo studio dei meccanismi con cui gli agenti di biocontrollo influenzano le reti microbiche e le difese delle piante potrebbe portare allo sviluppo di strategie di biocontrollo più mirate ed efficaci.

L'integrazione di tecniche molecolari avanzate, come la metagenomica e la metabolomica, sarà essenziale per scoprire le complesse dinamiche in atto nella rizosfera. Facendo progredire la nostra comprensione di queste interazioni, possiamo sfruttare meglio il potenziale degli agenti di biocontrollo per promuovere un'agricoltura sostenibile e migliorare la resilienza delle colture di fronte alle sfide globali.

Questo studio pionieristico del gruppo di ricerca BIOVITIS e dei suoi collaboratori offre preziose indicazioni sugli effetti dipendenti dal suolo degli agenti di biocontrollo sui microbiomi dei vigneti. I risultati sottolineano la necessità di un approccio olistico alla gestione dei vigneti che consideri l'intricata interazione tra le proprietà del suolo, le comunità microbiche e la salute delle piante. Poiché l'industria agricola continua a cercare alternative sostenibili ai prodotti chimici di sintesi, questa ricerca sarà fondamentale per guidare l'uso efficace e responsabile degli agenti di biocontrollo in viticoltura e non solo.