15-06-2023
Nel tentativo di svelare la storia nascosta dell'America coloniale e delle sue tradizioni culinarie, i ricercatori si sono imbattuti in scoperte straordinarie che offrono uno sguardo al passato e migliorano la nostra comprensione della cucina coloniale nei Caraibi. Tra le scoperte più significative c'è la più antica testimonianza del consumo di vino in America, rinvenuta in un vaso di olive spagnolo sull'isola di Porto Rico.
L'innovativa ricerca, intitolata "Molecular Evidence of New Foodways in Early Colonial Caribbean", è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Archaeological and Anthropological Sciences. Lo studio non solo fa luce sulla rivelazione del vino, ma dimostra anche come le tradizioni culinarie degli indigeni portoricani siano riuscite a resistere dopo l'arrivo dei coloni europei sulle coste dei Caraibi.
Guidato dall'archeologa Lisa Briggs del Cranfield Forensic Institute del Regno Unito, lo studio ha comportato un'analisi meticolosa dei residui organici trovati in 40 vasi di ceramica. Questi vasi risalgono al primo periodo coloniale, in particolare alla fine del XV e all'inizio del XVI secolo, e sono stati portati alla luce sull'isola di Mona, una riserva naturale situata a ovest di Porto Rico.
Briggs ha dichiarato: "Abbiamo scoperto residui di vino in un antico vaso di olive spagnolo, che rappresenta la più antica prova del consumo di vino in America fino ad oggi". L'importanza di questa scoperta non risiede solo nella sua antichità, ma anche nell'implicazione che il vino potrebbe essere stato importato nella piccola isola caraibica. L'individuazione di residui di vino in uno dei vasi esaminati solleva domande sullo scambio culturale e sulle pratiche di consumo sia dei colonizzatori europei sia della popolazione indigena dell'epoca.
Inoltre, lo studio fa luce sulla continuità delle tradizioni culinarie indigene nonostante la colonizzazione europea. Briggs ha spiegato che le trasformazioni della cultura materiale non hanno alterato in modo sostanziale le tradizioni culinarie, in parte perché i cibi europei non erano sostenibili nel clima e nelle condizioni dell'isola di Mona. Gli alimenti che prosperavano nella regione e facevano parte della dieta della popolazione locale erano quelli autoctoni, che non richiedevano importazioni e fornivano un'abbondanza di fonti nutrizionali diverse.
Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione della storia delle tradizioni culinarie dei Caraibi e dell'interazione tra popolazioni indigene e colonizzatori europei. Inoltre, solleva nuovi interrogativi e nuove strade per la ricerca sui modelli di consumo e sulle pratiche commerciali durante l'epoca coloniale.
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