Secondo le previsioni, il consumo globale di alcol è destinato a salire del 24% entro il 2030

Si prevede che l'aumento dei redditi, l'urbanizzazione e i cambiamenti demografici determineranno un aumento del consumo di alcol a livello mondiale, nonostante gli sforzi politici.

17-02-2026

Condividi!

Global Alcohol Consumption Is Set to Climb by 24% by 2030, Forecasts Show

Secondo una sintesi di Vinetur su dati storici recenti, previsioni peer-reviewed e modelli di scenario allineati alle definizioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il consumo globale di alcol è destinato ad aumentare moderatamente entro il 2030. La misura chiave utilizzata è il consumo totale di alcol pro capite (APC), definito come litri di alcol puro consumati per persona di 15 anni e più all'anno, includendo sia le fonti registrate che quelle non registrate e aggiustando per il consumo turistico.

La pandemia COVID-19 ha causato una significativa interruzione del consumo globale di alcol. Nel 2019, l'APC globale è stato stimato a 5,8 litri, ma è sceso a 4,9 litri nel 2020, con un calo dell'11,1% attribuito alle chiusure, alla riduzione della mobilità e alla chiusura dei locali in cui si beve. Nel 2023, la maggior parte dei modelli ipotizza che l'APC globale sia tornato al livello pre-pandemico di 5,8 litri.

Per quanto riguarda il 2030, le previsioni indicano due scenari principali. Un percorso di crescita più elevato, guidato dallo sviluppo economico e dall'aumento dei redditi, soprattutto nei Paesi a medio reddito, prevede che l'APC globale possa raggiungere i 7,6 litri (con un intervallo di confidenza del 95% di 6,5-10,2 litri). Uno scenario più conservativo, basato su proiezioni di tipo OMS che attenuano la volatilità a breve termine, suggerisce una traiettoria di ripresa e crescita più lenta.

La previsione centrale colloca l'APC globale a circa 6,7 litri nel 2030, in uno scenario di base che prevede il mantenimento delle tendenze attuali. Ciò rappresenterebbe un volume totale di alcol puro a livello mondiale di circa 43,6 miliardi di litri nel 2030, rispetto ai 35,1 miliardi di litri stimati nel 2023, con un aumento di circa il 24%. Se la crescita economica dovesse accelerare senza significativi interventi politici, il volume totale potrebbe raggiungere quasi 49,4 miliardi di litri (+41%). Al contrario, se verranno attuate e sostenute politiche sanitarie aggressive, il volume totale potrebbe diminuire leggermente fino a circa 33,8 miliardi di litri (-3,7%).

Queste proiezioni dipendono dalle tendenze demografiche e dalle scelte politiche. Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà circa 8,5 miliardi di persone entro il 2030, con una quota di adulti (15+) in aumento con l'invecchiamento della popolazione.

A livello regionale, l'Europa rimane il più alto consumatore pro-capite di alcol, ma la tendenza è in calo grazie agli interventi politici e al cambiamento degli atteggiamenti culturali. Al contrario, l'Asia, in particolare il Sud-Est asiatico e il Pacifico occidentale, sta subendo una forte pressione al rialzo sul consumo di alcolici a causa della crescita delle economie e dell'urbanizzazione che aumenta l'accesso e l'esposizione al marketing. Nelle Americhe, l'APC regionale è stato riportato a 7,6 litri nel 2019, circa 1,3 volte la media globale.

Le stime a livello nazionale per i principali mercati mostrano ampie variazioni: Si prevede che la Russia e la Germania rimarranno tra i più alti consumatori pro-capite in Europa; la Cina e l'India dovrebbero registrare una crescita continua; gli Stati Uniti dovrebbero mantenere livelli elevati ma stabili, mentre paesi come la Nigeria potrebbero registrare aumenti legati alla crescita della popolazione e all'urbanizzazione.

I fattori chiave alla base di queste tendenze sono i cambiamenti demografici (più adulti), lo sviluppo economico (redditi più alti), l'urbanizzazione (maggiore disponibilità) e i contesti politici (tassazione, regolamentazione delle vendite e del marketing). La pandemia COVID-19 ha dimostrato che gli shock a breve termine possono avere un forte impatto sui modelli di consumo, ma non alterano necessariamente le traiettorie a lungo termine se non sono accompagnati da cambiamenti politici duraturi.

L'alcol non registrato - come la produzione domestica o le vendite illecite - rimane un fattore significativo in molti Paesi e complica gli sforzi di misurazione. L'inasprimento delle tasse o delle restrizioni sulle vendite legali può talvolta determinare un aumento del consumo non registrato, a meno che non venga migliorata l'applicazione delle norme.

Le implicazioni politiche sono chiare: anche modesti aumenti del consumo pro-capite possono portare a sostanziali aumenti del volume totale di alcol a livello globale a causa della crescita della popolazione, aumentando l'onere assoluto dei danni legati all'alcol, a meno che non siano compensati da efficaci misure di salute pubblica. Per ridurre il consumo globale di alcolici occorreranno interventi sostenuti che vadano oltre gli approcci di tipo business-as-usual.

I limiti dei dati persistono a causa dei ritardi nell'armonizzazione dei rapporti e delle difficoltà nel misurare il consumo non registrato e gli aggiustamenti turistici. Mentre c'è un'elevata fiducia nelle tendenze regionali qualitative - come la diminuzione dell'APC in Europa e l'aumento dei livelli in alcune parti dell'Asia - c'è meno certezza sulle stime puntuali precise per i singoli Paesi o regioni.

Nel complesso, a meno che non si verifichi una significativa accelerazione delle politiche di salute pubblica volte a ridurre l'uso dannoso di alcol, è probabile che il consumo globale continui il suo moderato percorso di crescita fino alla fine di questo decennio.

Ti è piaciuta la lettura? Condividetela con altri!