I vigneti del sud della Francia riportano gli alberi per proteggere le viti dagli estremi climatici

18-06-2026

I viticoltori stanno piantando querce, ulivi e siepi per ridurre lo stress da caldo, vento e gelo dopo 150 anni di eliminazione.

La vitiforestazione sta prendendo piede nei vigneti del sud della Francia, mentre i produttori cercano soluzioni pratiche per affrontare il cambiamento climatico, in particolare le ondate di calore ripetute, l’esposizione al vento e le gelate primaverili.

L’approccio reintroduce alberi all’interno o attorno ai parcelle vitate, invertendo un lungo periodo in cui molti vigneti li avevano eliminati per semplificare la coltivazione. Secondo Radio Lac, i viticoltori in luoghi come Vinsobres, nel sud-est della Francia, stanno già piantando querce e ulivi per aiutare a proteggere le viti e creare un microclima più stabile.

L’idea è semplice: gli alberi possono offrire ombra, rallentare il vento e contribuire a moderare gli sbalzi di temperatura che mettono sotto stress le viti. Radio Lac ha riferito che i produttori stanno usando questo metodo per attenuare gli effetti del caldo, del vento e, talvolta, del gelo. In regioni che affrontano estremi sempre più frequenti, questo tipo di effetto tampone sta diventando parte di una strategia di adattamento più ampia, anziché un esperimento marginale.

La pratica mira anche a migliorare le condizioni nel sottosuolo. Le radici degli alberi possono aiutare a stabilizzare i pendii, ridurre l’erosione e migliorare l’infiltrazione dell’acqua, mentre l’ombra può aiutare il suolo a trattenere l’umidità nei periodi caldi. Questi effetti contano nelle aree vitate in cui la pressione della siccità e il caldo intenso estivo stanno diventando più comuni.

Radio Lac ha inoltre sottolineato i benefici per la biodiversità. Siepi e alberi possono attirare uccelli e insetti utili e sostenere la vita del suolo, contribuendo a ristabilire equilibri naturali nei vigneti e potenzialmente limitando alcuni parassiti. Questo fa della vitiforestazione non solo una risposta climatica, ma anche un cambiamento nella gestione del vigneto che collega la produzione a obiettivi ambientali più ampi.

Nella Valle del Rodano, l’emittente ha citato il viticoltore Pierre-Jean Villa, con base a Chavanay, come uno dei produttori che ha integrato questo approccio nella propria strategia aziendale per adattarsi meglio alle condizioni in evoluzione. Il servizio ha descritto il metodo come parte di una forma di viticoltura più resiliente, che cerca di conciliare la coltivazione dell’uva con la gestione del paesaggio e le pressioni ambientali.

Per il settore delle bevande, questo cambiamento potrebbe avere implicazioni più ampie se dovesse diffondersi. I metodi di adattamento nei vigneti possono incidere sulle rese, sui costi agricoli e sulle pratiche quotidiane nella produzione del vino. Se gli alberi aiutano a ridurre lo stress climatico sulle viti, potrebbero offrire ai produttori un altro strumento per proteggere la qualità dell’uva e la sostenibilità dei vigneti nelle aree sempre più esposte a picchi di calore e condizioni meteorologiche irregolari.

Radio Lac ha descritto la tendenza come un ritorno degli alberi dopo circa 150 anni di eliminazione dai vigneti, ma l’ha inquadrata meno come nostalgia che come un adeguamento agricolo alle nuove realtà climatiche. Nelle regioni vinicole del sud della Francia, dove i produttori devono fare i conti con estati più calde e un rischio ricorrente di gelo, la vitiforestazione sta emergendo come uno dei segnali più chiari che l’adattamento sta passando dalla teoria alla pratica in campo.