12-06-2026
L’Hôtel Bouchu dit d’Esterno a Digione, sede dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, ha ricevuto venerdì il marchio francese “Patrimoine de la diplomatie”, una distinzione nazionale che colloca l’edificio del XVII secolo tra 15 siti riconosciuti per il loro ruolo nella storia diplomatica del Paese.
La targa che segnala il riconoscimento è stata svelata nella proprietà il 12 giugno da Julien Steimer, direttore generale per l’amministrazione e la modernizzazione presso il Ministero per l’Europa e gli Affari esteri francese, insieme a John Barker, direttore generale dell’OIV, e François Rebsamen, presidente di Dijon Métropole ed ex ministro. Erano presenti anche Yvette van der Merwe, presidente dell’OIV, e Nathalie Koenders, sindaca di Digione e prima vicepresidente di Dijon Métropole.
Il premio conferisce un riconoscimento nazionale formale a un edificio che ha assunto un nuovo ruolo internazionale da quando l’OIV ha trasferito la propria sede a Digione nel 2024, anno del centenario dell’organizzazione. L’OIV, fondata nel 1924 e ospitata dalla Francia sin dalla sua creazione, è un organismo intergovernativo scientifico e tecnico che definisce standard e linee guida per il settore vitivinicolo mondiale.
I funzionari francesi hanno affermato che il marchio mette in evidenza sia il valore storico del sito sia la sua attuale funzione diplomatica. L’elenco ministeriale dei 15 siti insigniti comprende luoghi come lo Château de Chambord, la Biblioteca Choiseul a Versailles, il Quai d’Orsay a Parigi e il Palais de l’Europe a Strasburgo. Aggiungendo l’Hôtel Bouchu dit d’Esterno a questo gruppo, lo Stato francese segnala che la diplomazia del vino e la cooperazione multilaterale hanno ora una sede istituzionale visibile a Digione.
Quel ruolo è direttamente legato al peso dell’OIV nella governance mondiale del vino. L’organizzazione conta 51 Stati membri che rappresentano il 90% della superficie vitata globale, l’88% della produzione mondiale di vino e il 75% del consumo mondiale di vino. Due volte l’anno, oltre 500 esperti si riuniscono nella sua sede di Digione per esaminare e approvare per consenso risoluzioni su viticoltura e uva da tavola, enologia e metodi analitici, diritto ed economia della vite e del vino, nonché sicurezza dei consumatori e salute.
Per la Borgogna e per Digione, il riconoscimento rafforza anche una strategia che lega la tutela del patrimonio alla visibilità internazionale nel mondo del vino. L’Hôtel Bouchu dit d’Esterno, situato nel centro storico protetto di Digione, fu costruito tra il 1640 e il 1643 per Jean Bouchu, primo presidente del Parlamento di Borgogna. Le autorità locali hanno guidato un importante intervento di riqualificazione dell’immobile per consentirgli di ospitare l’OIV, investendo 14,5 milioni di euro nel progetto con il sostegno della regione Bourgogne-Franche-Comté.
Quel restauro ha dato nuova funzione a uno dei più noti hôtel particuliers di Digione preservandone al tempo stesso il carattere architettonico. I responsabili locali hanno presentato il progetto come parte di uno sforzo più ampio per posizionare Digione come capitale internazionale della conoscenza sul vino, del dialogo e della diplomazia economica e culturale.
In una dichiarazione diffusa in occasione della cerimonia, Steimer ha affermato che la distinzione segue un annuncio fatto ad aprile dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot quando presentò i 15 siti selezionati per il marchio Patrimoine de la diplomatie. Ha detto che l’edificio di Digione, che nel tempo ha ospitato un conservatorio musicale, un quartier generale militare e oggi la sede dell’OIV, rappresenta sia una testimonianza sia una parte attiva della storia diplomatica francese.
Barker ha affermato che il riconoscimento onora non solo un sito storico ma anche la missione perseguita dall’OIV sin dalla sua fondazione: promuovere la cooperazione internazionale, il dialogo tra Stati e lo sviluppo di riferimenti tecnici e scientifici per il settore globale della vite e del vino.
Rebsamen ha detto che la designazione conferma il valore del progetto di riqualificazione avviato nel 2021 per rendere possibile l’insediamento dell’OIV nel centro di Digione. Ha descritto l’ospitalità dell’organizzazione da parte della città dall’ottobre 2024 come una svolta che ha attribuito a Digione un ruolo diplomatico negli affari mondiali del vino.
Il marchio arriva in un momento in cui le istituzioni del vino vengono sempre più considerate non solo organismi tecnici ma anche strumenti di soft power, coordinamento commerciale e influenza culturale. In questo contesto, l’ospitalità dell’OIV da parte di Digione assegna alla Borgogna un posto permanente nelle discussioni che definiscono gli standard internazionali per produzione, analisi, regolamentazione e tutela dei consumatori lungo tutta la filiera del vino.
Per la Francia, che resta sia un grande produttore di vino sia da lungo tempo il Paese ospitante dell’OIV, il riconoscimento sottolinea anche come la diplomazia possa estendersi oltre ministeri e ambasciate fino a settori specializzati come agricoltura, cultura alimentare e commercio. Assegnando questo marchio all’Hôtel Bouchu dit d’Esterno, le autorità francesi collegano un edificio storico restaurato a una forma moderna di diplomazia multilaterale centrata su uno dei prodotti culturali ed economici più influenti del Paese.
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