Il tribunale francese apre la strada alla liquidazione di H&A Location

29-05-2026

La decisione spegne le speranze di acquisizione del colosso del noleggio di barrique, lasciando clienti, finanziatori e dipendenti davanti a una lunga battaglia legale.

Il tribunale commerciale di Bordeaux ha escluso martedì qualsiasi acquisizione di H&A Location, la più grande società al mondo di noleggio di barrique, aprendo la strada alla liquidazione e alimentando la prospettiva di una lunga battaglia legale in tutto il settore vinicolo francese.

La decisione significa che l’attività della società proseguirà solo fino al 31 maggio, dopodiché è previsto lo stop delle operazioni. H&A, che gestisce circa 1 milione di barrique e serve 1.400 clienti in Francia e all’estero, era entrata in liquidazione giudiziale il 1° aprile dopo mesi di tensioni finanziarie e tentativi di salvataggio falliti. Il tribunale aveva prorogato di tre settimane il termine per le offerte il 28 aprile, ma i due gruppi che avevano manifestato interesse ad acquistare la società hanno ritirato entrambe le proposte invece di migliorarle.

Uno di questi offerenti, RT Global Solution, ha spiegato che la propria proposta dipendeva dal sostegno dei finanziatori di H&A. Romain Tardy, amministratore delegato della società, ha dichiarato che le società finanziarie non hanno mai risposto. Il suo piano prevedeva un prezzo d’acquisto di 350.000 euro e un’iniezione di capitale da 2 milioni di euro se le banche avessero sostenuto i contratti di leasing per 323 milioni di euro legati a H&A in Francia. L’altra offerta, presentata dagli imprenditori Guillaume Delormel e Alexandre Perrin, era pari a 1.000 euro.

Il naufragio del processo di salvataggio lascia i 76 dipendenti di H&A esposti ai licenziamenti e i suoi clienti, molti dei quali aziende vinicole di Bordeaux e della Borgogna, nell’incertezza su migliaia di barrique ancora in uso. La società ha inoltre controllate in Spagna, Italia, Stati Uniti, Portogallo e Gran Bretagna.

La vicenda si è trasformata in una disputa più ampia su chi possieda le barrique, chi debba pagarle e chi sia responsabile dei contratti sottoscritti attorno ad esse. In molti casi, le aziende vinicole affermano di aver pagato canoni mensili già troppo elevati per un mercato sotto pressione a causa del calo delle vendite di vino. Alcune sostengono anche di aver ricevuto fatture non pagate dai bottai, nonostante H&A non avesse saldato i propri obblighi.

Avvocati e consulenti del settore affermano che le conseguenze legali potrebbero protrarsi per anni. La questione è complicata dalle diverse strutture contrattuali da un cliente all’altro e dal ruolo delle banche e delle società di leasing che hanno finanziato gran parte del modello di business di H&A. Diverse persone vicine al dossier hanno detto che, senza un accordo negoziato tra aziende vinicole, bottai e finanziatori, le controversie finiranno probabilmente in tribunale una per una.

Il direttore di uno château bordolese ha detto che la sua banca gli aveva chiesto di restituire le barrique legate al contratto. Lui ha risposto che potevano venire a ritirarle. Ha aggiunto di non aver più saputo nulla da allora. Altri operatori del settore sostengono che, anche se i finanziatori cercassero ora di recuperare le barrique, dovrebbero comunque fare i conti con i problemi pratici di trasporto, stoccaggio e rivendita.

Un consulente che lavora con i produttori di vino ha detto che molti clienti si stavano già preparando a difendersi sul piano legale. Ha spiegato che alcuni avrebbero contestato i propri contratti mentre altri avrebbero continuato a pagare per evitare ulteriori conflitti. Un altro avvocato ha affermato che il passo più immediato per chiunque sia collegato a H&A è presentare una domanda entro il 10 giugno, la scadenza fissata nella procedura.

H&A aveva cercato di presentarsi come ancora operativa durante la procedura concorsuale. In una nota diffusa il 30 aprile, aveva affermato che l’attività sarebbe proseguita sotto la supervisione del tribunale per preservare le operazioni e cercare una soluzione solida per l’acquisizione. Quel tentativo è fallito martedì.

Per ora, secondo gli ufficiali giudiziari del tribunale la liquidazione è l’unico esito realistico, salvo sviluppi inattesi. I beni della società dovrebbero essere venduti all’asta, dalle barrique alle attrezzature d’ufficio, mentre i creditori si preparano a quello che potrebbe diventare uno dei casi d’insolvenza più complessi degli ultimi anni nel settore del vino.