I 10 maggiori venditori di vino nel 2025

21-05-2026

La Francia ha mantenuto il primato in valore anche se le spedizioni sono diminuite tra i principali produttori, ha riferito l’OIV.

Il settore vinicolo mondiale è entrato nel 2025 sotto pressione, con esportazioni in calo sia in volume sia in valore in diversi grandi Paesi produttori, secondo l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), che questo mese ha pubblicato il suo rapporto annuale su produzione, consumo e commercio estero.

L’Italia è rimasta nel 2025 il primo esportatore mondiale di vino per volume, con 21,0 milioni di ettolitri per un valore di 7,8 miliardi di euro, ha indicato l’OIV. Seguono la Spagna con 19,6 milioni di ettolitri e 3,0 miliardi di euro, mentre la Francia si è piazzata terza per volume con 12,5 milioni di ettolitri ma prima per valore tra i principali esportatori, con 11,2 miliardi di euro. I dati riflettono un mercato in cui il prezzo premium continua a contare quanto la dimensione delle spedizioni.

Il rapporto mostra che i principali esportatori restano concentrati in Europa, con Cile, Australia, Portogallo, Sudafrica, Nuova Zelanda, Germania e Stati Uniti a completare la top 10. Il Cile ha esportato 7,1 milioni di ettolitri per un valore di 1,4 miliardi di euro. L’Australia ha spedito 6,1 milioni di ettolitri per 1,3 miliardi di euro. Il Portogallo ha esportato 3,4 milioni di ettolitri per un valore di 1,0 miliardi di euro, mentre il Sudafrica ha inviato 3,2 milioni di ettolitri per 0,6 miliardi di euro. La Nuova Zelanda ha esportato 3,1 milioni di ettolitri per un valore di 1,1 miliardi di euro, la Germania ha spedito 3,0 milioni di ettolitri per 1,0 miliardi di euro e gli Stati Uniti hanno esportato 2,0 milioni di ettolitri per un valore di 0,8 miliardi di euro.

Rispetto al 2024, il volume delle esportazioni italiane è sceso da 21,4 milioni a 21,0 milioni di ettolitri, mentre il valore è diminuito da 8 miliardi a 7,8 miliardi di euro. Anche la Spagna ha registrato un lieve calo in volume e valore: da 20,0 milioni di ettolitri e 3 miliardi di euro a 19,6 milioni di ettolitri e 3 miliardi di euro.

Le esportazioni francesi sono diminuite leggermente in volume da 12,8 milioni a 12,5 milioni di ettolitri, ma il loro valore è rimasto stabile intorno agli 11 miliardi di euro, a conferma della forza dei prezzi del vino francese sui mercati internazionali anche a fronte del rallentamento delle spedizioni.

I dati dell’OIV mostrano anche come le strutture dell’export differiscano nettamente da Paese a Paese. Le esportazioni italiane erano dominate dal vino imbottigliato, che nel 2025 rappresentava il 65% del valore contro il 55% dell’anno precedente, mentre il vino sfuso è sceso appena al 4% del valore dal 16%. La Spagna resta fortemente dipendente dal vino sfuso in termini di volume, anche se il vino imbottigliato rappresenta una quota molto più ampia del valore dell’export rispetto al volume.

La Francia continua ad affidarsi soprattutto ai vini fermi imbottigliati e agli spumanti per gran parte dei ricavi da export; gli spumanti hanno rappresentato il 37% del valore delle esportazioni nel 2025. Anche Cile e Australia fanno ampio affidamento sul vino imbottigliato per il valore generato, mentre le spedizioni sfuse restano importanti per entrambi i Paesi in termini di volume.

Gli Stati Uniti hanno segnato uno dei cali più marcati tra i principali esportatori. Il loro volume export è sceso da 2,4 milioni di ettolitri nel 2024 a 2,0 milioni nel 2025, mentre il valore delle esportazioni è passato da circa $1.757 miliardi a un equivalente di $0.8 miliardi in termini euro come riportato nella tabella OIV allegata al dataset.

Anche Argentina e Canada hanno registrato risultati più deboli negli ultimi dati. Le esportazioni argentine sono scese a 1,9 milioni di ettolitri dai 2,1 milioni dell’anno precedente, mentre quelle canadesi sono calate a 1,6 milioni dagli iniziali 2,0 milioni.

Il rapporto arriva in un momento in cui i produttori devono fare i conti con una domanda più debole in alcuni mercati, costi più elevati e abitudini dei consumatori in evoluzione che hanno messo sotto pressione i flussi commerciali dopo l’esaurirsi della ripresa post-pandemica. L’OIV ha spiegato che la sua analisi annuale si basa sui dati relativi a produzione, consumo e commercio dell’anno e offre una fotografia di un settore che continua ad adattarsi a una domanda disomogenea tra regioni e fasce di prezzo.

Per gli esportatori i numeri indicano un mercato in cui mix delle bottiglie vendute, forza del marchio e potere di prezzo diventano sempre più decisivi. La posizione della Francia ad alto valore si contrapponeva alle spedizioni più consistenti ma meno care della Spagna, mentre l’Italia manteneva la leadership in volume grazie a un portafoglio ampio che continuava a dipendere fortemente dai vini imbottigliati e dalle categorie degli spumanti.

Le cifre dell’OIV mostrano inoltre che esportatori più piccoli come la Nuova Zelanda continuano a sovraperformare in termini di valore rispetto al volume grazie a una forte presenza nei vini imbottigliati e a un posizionamento premium nei principali mercati esteri.

Con il settore entrato nella metà del 2026, i produttori osservavano se i volumi più bassi sarebbero stati compensati da prezzi più solidi o se la domanda globale sarebbe rimasta sotto pressione sia nei segmenti mass market sia in quelli premium