21-04-2026
I ricercatori in Sudafrica hanno dichiarato di aver modificato per la prima volta, nel continente, il DNA di una coltura legnosa, utilizzando CRISPR per alterare un gene della vite legato alla suscettibilità alle malattie e allo stress idrico. Il lavoro, guidato dalla Stellenbosch University e dall’Agricultural Research Council, si è concentrato su VvDMR6.1, un gene che sembra rendere le viti più vulnerabili alla peronospora, una delle malattie più dannose nei vigneti di tutto il mondo.
Lo studio, pubblicato di recente sulla rivista Plant Stress, ha rilevato che l’inattivazione del gene ha ridotto la vulnerabilità delle piante alla peronospora e ha anche modificato la loro risposta alla disponibilità limitata di acqua. I ricercatori hanno affermato che le viti editate conservavano l’acqua in modo più efficace in condizioni di siccità, un risultato che potrebbe avere rilievo mentre il cambiamento climatico aumenta la pressione della siccità nelle regioni vitivinicole e accresce il rischio di focolai di malattie dopo stress ambientali.
Manuela Campa, ricercatrice principale del Dipartimento di Genetica della Stellenbosch University, ha affermato che i risultati dimostrano come una singola modifica genetica mirata possa influire contemporaneamente su più caratteristiche. Ha aggiunto che l’obiettivo del team era migliorare le viti affinché possano affrontare meglio malattie e siccità, due pressioni destinate ad aumentare nei prossimi anni.
I ricercatori hanno descritto il lavoro come un passo importante per la biotecnologia vegetale in Africa, dove l’editing del genoma è stato utilizzato molto meno spesso nelle colture legnose perenni rispetto alle piante annuali. Le viti sono particolarmente importanti nel settore agricolo sudafricano e rappresentano anche una coltura di alto valore a livello globale, il che le rende un bersaglio naturale per la ricerca volta a migliorarne la resilienza.
Lo studio ha utilizzato CRISPR, uno strumento di editing genetico che consente agli scienziati di apportare modifiche precise in punti specifici del DNA. In questo caso, i ricercatori hanno disattivato un gene anziché aggiungere DNA estraneo. Hanno affermato che questo approccio potrebbe contribuire ad accelerare i futuri programmi di miglioramento genetico se regolatori e produttori accetteranno le piante editate come parte dei programmi di miglioramento delle colture.
Campa ha detto che i risultati suggeriscono che l’editing del genoma potrebbe diventare uno strumento pratico per sviluppare varietà di vite in grado di gestire contemporaneamente più fattori di stress. Ha inoltre aggiunto che saranno necessari ulteriori test in condizioni reali di vigneto prima che si possa prendere in considerazione qualsiasi uso commerciale.
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