17-04-2026
Il 15 aprile l’Italia ha dato il via libera definitivo a un ampio disegno di legge sulla tutela alimentare e agricola che introduce nuovi reati, inasprisce le sanzioni legate al fatturato aziendale ed estende i controlli lungo tutta la filiera, in un intervento mirato a frenare frodi, etichette ingannevoli e prodotti contraffatti a denominazione protetta.
Il provvedimento, approvato dopo un precedente voto del Senato a novembre, è tra le norme più significative in materia di sicurezza alimentare e antifrode varate da questa legislatura. Introduce un quadro penale più chiaro per condotte che spesso i pubblici ministeri hanno faticato a inquadrare con le regole esistenti, rafforzando al tempo stesso le sanzioni amministrative e il coordinamento tra gli ispettori.
Al centro della riforma c’è il nuovo reato di frode alimentare, che colpisce la vendita di prodotti non genuini o provenienti da un’origine diversa da quella dichiarata. La legge introduce anche un reato separato per il commercio di alimenti con segni falsi, una fattispecie pensata per intercettare etichette fuorvianti, confezioni e altre indicazioni che possono confondere i consumatori su ciò che stanno acquistando.
Il disegno di legge aggiunge anche specifiche circostanze aggravanti. Tra queste figura l’“agropirateria”, termine usato per indicare attività illegali organizzate e sistematiche nel settore alimentare. Quando si applica questo aggravante, le pene aumentano. I legislatori hanno spiegato che l’obiettivo era colpire più duramente gli schemi fraudolenti più complessi, soprattutto quelli condotti su larga scala.
La legge rafforza inoltre la tutela delle indicazioni geografiche come i prodotti Dop e Igp, centrali per l’economia agroalimentare e per l’export italiano. Le sanzioni per la contraffazione di tali denominazioni sono ora più severe sia sul piano penale sia su quello economico. Il governo ha sostenuto che serva una protezione più forte perché il settore vale oltre 20 miliardi di euro e svolge un ruolo importante nelle esportazioni italiane.
Un altro cambiamento rilevante è il collegamento tra sanzioni e fatturato aziendale. Nel nuovo sistema, le multe dovranno essere più proporzionate alle dimensioni dell’impresa, sostituendo una struttura che spesso trattava in modo troppo simile piccoli operatori e grandi gruppi. Secondo i funzionari, questo dovrebbe rendere le pene più efficaci nei confronti delle aziende maggiori, che altrimenti potrebbero assorbire le multe fisse come un semplice costo d’impresa.
Per migliorare l’applicazione delle norme, la legge istituisce un organismo di coordinamento per le ispezioni. L’obiettivo è ridurre le sovrapposizioni tra autorità e rendere più efficienti i controlli lungo la catena dalla produzione alla distribuzione. La riforma rafforza anche gli obblighi di tracciabilità, con regole più stringenti su identificazione e monitoraggio dei prodotti.
Una disposizione riguarda i prodotti vegetali che usano impropriamente termini lattiero-caseari. La legge limita l’uso della parola “latte” per gli articoli non caseari, salvo sia accompagnata da indicazioni chiare, con sanzioni che possono arrivare a una quota del fatturato aziendale. I sostenitori sostengono che la norma serva a evitare confusione tra i consumatori; da tempo i critici discutono fin dove debbano spingersi queste restrizioni sulle denominazioni.
Anche il settore vitivinicolo ottiene nuovi strumenti contro le frodi. La legge rafforza i sistemi di etichettatura e identificazione per il vino imbottigliato, compreso un uso volontario più ampio della fascetta tricolore già sperimentata sulle bottiglie di Prosecco. Il provvedimento estende questo contrassegno antifrode a tutti i vini Dop e Igp su base volontaria, con l’obiettivo di rendere più riconoscibili i prodotti certificati lungo la distribuzione.
Per la produzione di latte bufalino, il disegno di legge introduce il monitoraggio digitale dei movimenti del latte per aiutare a prevenire pratiche elusive. Prevede inoltre ispezioni straordinarie e controlli di laboratorio sull’origine del prodotto. Nella pesca, le sanzioni vengono riviste in modo da riflettere meglio la quantità catturata e l’impatto ambientale.
La legge prevede inoltre che i prodotti alimentari sequestrati ancora idonei al consumo siano donati, ove possibile, a enti benefici o organizzazioni locali invece di essere smaltiti. I legislatori hanno presentato questa modifica come una misura insieme pratica e socialmente utile.
La prossima sfida sarà l’attuazione. Le autorità dovranno ora tradurre le nuove regole in controlli quotidiani contro le frodi in un settore che resta tra i più esposti in Italia a contraffazione, false etichettature e controversie sull’origine.
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