Le esportazioni italiane sono calate del 4,6% a gennaio a causa del rallentamento dei mercati chiave

23-03-2026

Il settore agroalimentare subisce un calo del 7,7% e le esportazioni verso gli Stati Uniti crollano, evidenziando le difficoltà per le imprese italiane all'estero

Le esportazioni italiane hanno iniziato il 2026 con un calo, secondo gli ultimi dati Istat sul commercio estero e sui prezzi all'importazione. A gennaio 2026, le esportazioni complessive di prodotti made in Italy sono diminuite del 4,6% rispetto a gennaio 2025. Il settore agroalimentare è stato colpito ancora più duramente, con un calo del 7,7%. Questa flessione segue un inizio forte del 2025, quando molti acquirenti internazionali hanno aumentato gli acquisti di prodotti italiani in previsione dei nuovi dazi statunitensi. Anche l'attuale situazione geopolitica, complicatasi negli ultimi mesi, ha contribuito al trend negativo.

I dati dettagliati relativi a gennaio 2026 saranno resi noti il 17 aprile, ma il rapporto preliminare evidenzia già diverse sfide. Il calo delle esportazioni ha interessato sia i mercati dell'Unione Europea che quelli extra-UE. Le esportazioni verso i Paesi terzi sono calate del 5,5%, mentre quelle verso i Paesi dell'UE sono diminuite del 3,9%. Tra i settori più colpiti ci sono il coke e i prodotti petroliferi raffinati, che hanno registrato un forte calo del 38,2%, l'ingegneria meccanica, in calo del 7,3%, e i prodotti agroalimentari, in calo del 7,7%.

Gli Stati Uniti, tradizionalmente un mercato chiave per le esportazioni italiane, hanno registrato un calo significativo. Le esportazioni complessive verso gli Stati Uniti sono diminuite del 6,7%, con i prodotti agroalimentari in forte calo del 26,4%. Anche altri importanti mercati hanno registrato cali: La Germania è scesa del 4,8%, la Francia del 7,5% e il Regno Unito del 12,3%. Qualche segnale positivo arriva invece dalla Svizzera e dalla Cina, dove le esportazioni italiane sono cresciute rispettivamente del 15,5% e del 14,6%. Anche l'Austria ha registrato un aumento del 5,1%.

Nonostante queste sfide, alcuni settori sono riusciti a ottenere buoni risultati. Le esportazioni di metalli e prodotti in metallo sono aumentate del 17,1%, mentre i prodotti farmaceutici sono cresciuti del 5,9%. Questi risultati dimostrano la capacità di ripresa di alcuni settori anche in presenza di cicli economici difficili.

Un altro sviluppo positivo è venuto dal deficit del settore energetico, che si è ridotto a 3,5 miliardi di euro nel gennaio 2026 rispetto ai 4,7 miliardi di euro dell'anno precedente. Questo miglioramento è legato agli sforzi in corso per rafforzare la sicurezza energetica e diversificare le fonti energetiche.

Confrontando gennaio 2026 con dicembre 2025, le vendite di beni strumentali sono diminuite del 3,4% e quelle di prodotti energetici dell'8,3%. Tuttavia, questi cali sono stati compensati dagli aumenti dei beni di consumo (+1,7%) e dei beni intermedi (+1,6%), che hanno portato a una performance complessiva delle esportazioni quasi stabile mese su mese (in calo di appena lo 0,1%).

Matteo Zoppas, presidente dell'Italian Trade Agency (ITA), ha commentato che dopo una crescita del 3,3% delle esportazioni nel corso del 2025, l'inizio di quest'anno riflette la complessità del periodo attuale per le imprese italiane all'estero. Ha sottolineato l'importanza di rafforzare la presenza dell'Italia nei mercati ad alto potenziale identificati nel piano d'azione per l'export del governo guidato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L'ITA intende continuare a sostenere le aziende italiane - soprattutto le piccole e medie imprese - attraverso attività promozionali, sviluppo di reti commerciali e iniziative di business matching volte a trasformare le opportunità in risultati tangibili per gli esportatori che quest'anno si trovano ad affrontare un contesto globale difficile.