11-03-2026
Bayer ha ospitato oggi l'evento "Rigenerare per crescere" presso l'Auditorium di San Patrignano, nel nord Italia, vicino a Rimini, per presentare il suo progetto di agricoltura rigenerativa in corso, incentrato sul settore vitivinicolo. L'iniziativa mira a promuovere un modello di viticoltura in grado di bilanciare innovazione, tutela dell'ambiente e benessere socio-economico degli agricoltori e delle comunità locali. L'approccio di Bayer è pensato per aiutare il settore ad adattarsi ai cambiamenti climatici, all'evoluzione delle malattie delle piante, alle pressioni normative e alla crescente domanda di mercato per una produzione sostenibile.
L'evento ha riunito aziende agricole e partner che stanno lavorando con Bayer per accelerare l'adozione di pratiche rigenerative nei vigneti. Durante l'incontro è stato fatto il punto sul primo anno del progetto, iniziato con la campagna viticola 2025. I partecipanti hanno anche discusso gli obiettivi per il 2026, quando l'industria vitivinicola dovrà affrontare sfide sempre più impegnative dovute a cambiamenti dei modelli climatici, nuovi agenti patogeni e parassiti, cicli di crescita della vite alterati e normative più severe.
Il progetto "Rigenerare per crescere" di Bayer coinvolge aziende vinicole partner in Piemonte, Toscana e Veneto. Il programma integra tecniche agronomiche avanzate, prodotti fitosanitari innovativi e sistemi digitali di supporto alle decisioni. Questi sforzi sono supportati dal monitoraggio della biodiversità e da campagne di comunicazione volte a diffondere la conoscenza lungo tutta la filiera.
Greta Pignata, Communications & Regenerative Agriculture Expert di Bayer Crop Science Italia, ha spiegato che l'agricoltura rigenerativa per Bayer significa ottenere risultati misurabili: maggiori rese e produttività, maggiore benessere per gli agricoltori e le comunità, terreni più sani, migliore adattamento ai cambiamenti climatici, ripristino della biodiversità e conservazione delle acque. Il progetto è strutturato intorno a questi obiettivi.
I rappresentanti di quattro importanti aziende vinicole italiane - San Felice, Marcello del Majno, Fontanafredda e Montaribaldi - hanno condiviso le loro esperienze dal 2025. Hanno descritto come le pratiche rigenerative vengono implementate nei loro vigneti attraverso la copertura erbosa permanente tra le viti, la riduzione della lavorazione del terreno per evitare la compattazione del suolo, la conservazione delle aree boschive nelle tenute, l'uso di metodi sostenibili di protezione delle colture, strumenti di previsione digitale per la gestione delle malattie e l'attenzione al coinvolgimento della comunità.
Carlo De Biasi, Direttore Generale di San Felice in Toscana, ha sottolineato l'impegno di lunga data della sua azienda nel ripristinare la fertilità del suolo e proteggere la biodiversità. Ha affermato che "Rigenerare per crescere" ha fornito un percorso concreto per misurare i progressi in queste aree.
Alberto Fregonese, Direttore Tecnico di Marcello del Majno in Piemonte, ha sottolineato l'importanza dei legami con le comunità locali. Ha osservato che l'integrazione di prodotti innovativi per la protezione delle colture con strumenti digitali ha contribuito ad aumentare la biodiversità, mantenendo la qualità dell'uva e migliorando l'efficienza economica.
Alberto Grasso della Casa Emanuele di Mirafiore - Fontanafredda ha spiegato che l'utilizzo di un controllo dei parassiti basato sui feromoni per la Lobesia botrana ha mantenuto la qualità della produzione, riducendo al contempo il disturbo del suolo e l'uso di acqua per i trattamenti insetticidi. Questo approccio supporta gli insetti utili e porta benefici tangibili sia per la salute del suolo che per l'ambiente.
Sergio Belmonte di Montaribaldi ha descritto come il monitoraggio digitale delle malattie abbia migliorato la gestione della peronospora in presenza di cambiamenti climatici. L'ottimizzazione dei trattamenti ha ridotto l'impatto ambientale e gli interventi inutili nel vigneto, abbassando i costi e aumentando l'efficienza.
L'evento si è concentrato anche sulla biodiversità. Dal 2025, Bayer Crop Science ha stretto una partnership con 3Bee, un'azienda di tecnologie naturali specializzata nella misurazione della biodiversità, per monitorare gli impollinatori utilizzando otto sensori IoT Spectrum nelle quattro cantine partecipanti. Questi dispositivi bioacustici non invasivi raccolgono dati satellitari e parametri ambientali per guidare i piani d'azione per la biodiversità specifici del sito. I primi risultati mostrano che tutti i vigneti partecipanti presentano condizioni ecologiche migliori rispetto ai parametri di mercato.
Daniele Valiante di 3Bee ha affermato che il monitoraggio della biodiversità locale aiuta a proteggere sia l'integrità del territorio sia l'identità unica dei vini prodotti. Ha sottolineato che la misurazione scientifica è essenziale in quanto l'agricoltura deve affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di habitat.
Guardando al 2026, Bayer intende espandere "Regenerate to Grow" a un maggior numero di aziende vinicole interessate alla viticoltura rigenerativa. L'azienda rafforzerà le strategie di gestione delle principali minacce per la vite utilizzando i principi della rigenerazione legati a specifici indicatori di performance (KPI) e aumenterà le attività di formazione. L'obiettivo è rendere la viticoltura rigenerativa un modello accessibile che possa essere misurato e replicato su scala più ampia, sostenendo la protezione delle risorse naturali e la competitività lungo tutta la filiera vitivinicola.
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