29-01-2026
I produttori e i commercianti di vino di tutto il mondo, in particolare dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, osservano con attenzione la Corte Suprema degli Stati Uniti che si prepara a pronunciarsi sulla legittimità delle tariffe imposte dall'ex presidente Donald Trump. La decisione, che è stata rinviata più volte, è ora attesa per il 20 febbraio, secondo quanto riportato dalla CNN. Il caso è iniziato nel settembre 2025 e da allora ha attirato l'attenzione mondiale per il suo potenziale impatto sul commercio internazionale.
Molti operatori del settore vinicolo hanno espresso la speranza che la Corte Suprema possa portare sollievo alle tariffe che sono state aumentate, abbassate o minacciate ripetutamente negli ultimi anni. Tuttavia, alcuni esperti mettono in guardia dall'ottimismo. Mitch Frank, Senior Editor di Wine Spectator, ha recentemente pubblicato un editoriale in cui esorta il settore a non aspettarsi sgravi tariffari nel prossimo futuro. Ha sottolineato che, sebbene vi siano state alcune minacce recenti - come la proposta di una tariffa del 200% sullo champagne in seguito al rifiuto del presidente francese Emmanuel Macron di aderire al "Board for Gaza" guidato dagli Stati Uniti e l'aumento delle tariffe su alcuni prodotti dei Paesi europei, tra cui il vino, che attualmente subisce una tariffa del 15% a causa di controversie come la questione della Groenlandia - è improbabile che queste misure vengano revocate a breve.
Le preoccupazioni di Frank fanno eco a quelle di diversi imprenditori vinicoli italiani che hanno notato come i consumatori americani di vino non abbiano ancora avvertito appieno gli effetti delle guerre commerciali in corso. Durante il World Economic Forum di Davos, il CEO di Amazon Andy Jassy ha dichiarato alla CNBC che i prezzi di molti prodotti sulla piattaforma di Amazon stanno aumentando a causa dei dazi statunitensi. La scorsa estate, i funzionari di Amazon avevano affermato che i consumatori americani non stavano pagando di più a causa dei dazi, sostenendo invece che i venditori stavano assorbendo questi costi. Secondo Jassy, la situazione sta cambiando: alcuni venditori scaricano i costi più elevati sui consumatori, mentre altri cercano di assorbirli o di trovare una via di mezzo.
La stessa tendenza sta emergendo nel settore del vino. Finora, produttori e importatori hanno collaborato per assorbire almeno in parte i costi tariffari, consapevoli che aumentare i prezzi in un periodo di calo dei consumi sarebbe stato rischioso. Questo è stato possibile anche grazie alle grandi scorte accumulate tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. Ora, però, le speranze di una completa rimozione delle tariffe appaiono scarse. Senza tale sgravio, ulteriori aumenti dei prezzi sembrano inevitabili sia per i vini di fascia alta sia per i vini americani che fanno affidamento su materiali importati come tappi e bottiglie.
L'incertezza sulle tariffe sta creando instabilità sia per le aziende che per i consumatori. I leader del settore affermano che questa mancanza di chiarezza rende difficile pianificare il futuro o investire con fiducia nella crescita. Finché le controversie commerciali non si risolveranno, è probabile che le vendite di vino e la spesa dei consumatori in generale rimarranno sotto pressione.
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