27-01-2026
I produttori di vino in Portogallo segnalano un calo significativo della produzione per il 2025, confermando le stime dell'Istituto Nazionale di Statistica (INE) che indicano una diminuzione del 14% rispetto alla vendemmia 2024 e del 16% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Ana Isabel Alves, direttrice esecutiva dell'ACIBEV - l'Associazione dei vini e degli alcolici del Portogallo, ha dichiarato che le condizioni climatiche avverse sono state la causa principale, costringendo molti vigneti ad aumentare l'uso di trattamenti fitosanitari durante tutto l'anno.
I produttori affermano che il 2025 è stato un anno agricolo particolarmente impegnativo. Molti piccoli viticoltori hanno faticato a mantenere i trattamenti necessari a causa delle ristrettezze economiche e della mancanza di attrezzature, portando a cali di produzione ancora più marcati in alcune aree. Il caldo estremo dell'estate ha inoltre causato una marcata riduzione del peso degli acini, con un ulteriore impatto sulle rese.
Nonostante queste sfide, Alves ha osservato che il settore è entrato nella vendemmia 2025 con scorte in eccesso. Ha spiegato che un calo della produzione tra il 10% e il 20% aiuterà probabilmente a regolare le riserve e potrebbe stabilizzare i prezzi. Tuttavia, ha descritto questo come un "modo ingiusto" per il settore di bilanciare le scorte.
La prima stima dell'INE per i "Conti economici dell'agricoltura - 2025" mostra che la produzione di vino, uno dei principali prodotti agricoli portoghesi insieme all'olio d'oliva, è al livello più basso degli ultimi dieci anni. Tuttavia, le aspettative rimangono alte per quanto riguarda la qualità, con livelli zuccherini equilibrati e una buona concentrazione aromatica previsti per i vini di quest'anno.
Anche Sogrape, uno dei maggiori produttori di vino portoghesi, ha registrato un calo dei volumi, ma con differenze regionali. João Gomes da Silva, direttore esecutivo di Sogrape, ha dichiarato che una primavera piovosa e mite ha favorito malattie come la muffa, mentre un'estate calda e secca ha portato a scottature e disidratazione delle uve. Nonostante questi inconvenienti, Sogrape prevede che l'impatto sarà gestibile grazie alla sua strategia di approvvigionamento diversificata e alla gestione delle scorte. L'azienda ritiene che l'alta qualità del raccolto di quest'anno contribuirà a mantenere il valore dei suoi marchi principali.
Casa Santos Lima ha fatto eco a queste osservazioni, confermando una produzione inferiore nel 2025 rispetto al 2024, ma sottolineando la "qualità eccezionale" delle uve raccolte. L'azienda afferma di avere riserve sufficienti per soddisfare la domanda del mercato nonostante la riduzione della produzione.
Sul fronte delle esportazioni, l'ACIBEV ha sottolineato che l'instabilità legata alla politica tariffaria statunitense ha danneggiato le esportazioni di vino portoghese. Gli importatori sono stati riluttanti ad acquistare senza conoscere le tariffe definitive, temendo aumenti di prezzo quando le spedizioni arrivano negli Stati Uniti. Alves ha detto che questa imprevedibilità è stata più dannosa delle tariffe stesse. Ha anche osservato che le tariffe statunitensi sono attualmente più basse per i vini di Paesi concorrenti come Argentina, Australia, Cile e Nuova Zelanda, creando quella che ha definito una concorrenza "meno equa".
In prospettiva, l'ACIBEV prevede che le vendite si manterranno stabili nel 2026, grazie anche all'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur e alla speranza di un accordo di libero scambio con l'India. Sogrape ha descritto la tariffa statunitense del 15% sui vini europei come una fonte di "enorme incertezza", che si aggiunge alle pressioni già avvertite dopo la pandemia COVID-19. L'azienda vede il Mercosur come una fonte di crescita per i vini europei. L'azienda vede il Mercosur come un passo importante verso il rafforzamento della competitività del vino europeo e si avvicina al 2026 con cautela ma anche con fiducia.
Casa Santos Lima sta rispondendo alle sfide geopolitiche concentrandosi sull'innovazione e sulla diversificazione, sia dei prodotti che delle destinazioni di esportazione, per soddisfare meglio i diversi punti di prezzo e le preferenze dei consumatori di tutto il mondo. L'azienda prevede che il 2026 sarà particolarmente impegnativo per il settore vinicolo portoghese, in quanto le difficoltà del 2025 potrebbero intensificarsi a causa di una concorrenza più forte sia a livello nazionale che internazionale.
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