09-01-2026
Il mercato secondario globale dei vini pregiati, monitorato dal London International Vintners Exchange (Liv-Ex), ha chiuso il 2025 in territorio negativo, ma le tendenze recenti suggeriscono una possibile stabilizzazione o addirittura una ripresa nel 2026. I dati del Liv-Ex, analizzati da WineNews, mostrano che l'indice Liv-Ex 100, che funge da benchmark per il settore, ha chiuso l'anno in calo del 2,5%. Si tratta di un miglioramento rispetto ai cali più consistenti registrati nella prima metà dell'anno. L'ultimo trimestre, in particolare quello che va da ottobre a dicembre, ha mostrato un certo slancio positivo, facendo crescere le speranze di commercianti e collezionisti.
L'indice Liv-Ex 100 comprende una selezione di vini prestigiosi provenienti da tutto il mondo. I vini italiani hanno una forte presenza nell'ultimo aggiornamento. Si segnalano il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017 di Bruno Giacosa, il Barolo Monfortino Riserva 2014 e 2015 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi, il Barbaresco 2019 di Gaja, Sassicaia di Tenuta San Guido (annate 2019, 2020 e 2021), Solaia 2021 e Tignanello (2020 e 2021) di Marchesi Antinori, Ornellaia 2021 e Masseto (2020 e 2021) di Frescobaldi Group, e il 100% Sangiovese Toscana Igt 2019 di Soldera Case Basse.
Tra questi vini, spiccano il Toscana Igt 2019 e l'Ornellaia 2021 di Soldera Case Basse, con aumenti di prezzo di circa l'11% nell'ultimo anno. Nonostante questi aumenti, la maggior parte dei vini dell'indice ha registrato cali modesti o è rimasta piatta.
Il più ampio indice Liv-Ex 1000, che copre una gamma più ampia di vini pregiati a livello globale, ha chiuso l'anno in calo del 4,5%. Diversi sottoindici hanno contribuito a questo calo. Lo Champagne 50 è sceso del 4,2%, il Burgundy 150 è sceso del 4,8% e il Bordeaux 500 ha registrato un calo più netto del 6,7%. L'unico sottoindice a registrare un risultato positivo è stato il Rodano 100, che ha registrato un aumento di appena lo 0,2% rispetto allo scorso anno.
I vini italiani hanno continuato a mostrare una certa resistenza rispetto alle altre regioni. L'indice Italia 100 è sceso solo dell'1,7% nell'arco di dodici mesi, risultando il più performante tra i principali indici regionali dopo quello del Rodano. Questo indice comprende tutte le annate dal 2011 al 2020 del Barolo di Bartolo Mascarello; diverse annate di Barbaresco di Gaja; il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno di annate selezionate tra il 2001 e il 2015; il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa di dieci annate diverse; tutte le annate dal 2012 al 2021 del Sassicaia della Tenuta San Guido; del Solaia e del Tignanello della Marchesi Antinori; dell'Ornellaia e del Masseto del Gruppo Frescobaldi; e del Toscana Igt di Soldera Case Basse di annate decennali.
Il singolo vino che ha ottenuto la migliore performance sia nell'Italia 100 che nel Liv-Ex 1000 è stato il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa dell'impegnativa ma ormai celebre annata 2014. Il suo valore è aumentato di ben il 62,5% nell'ultimo anno.
Gli analisti di mercato indicano diversi fattori alla base di questi risultati. L'incertezza economica globale ha pesato sulla spesa di lusso per gran parte dell'anno. Tuttavia, il vino pregiato è stato storicamente considerato un bene relativamente stabile durante i periodi di volatilità. Il rialzo dei prezzi di fine anno potrebbe riflettere un rinnovato interesse da parte degli investitori che cercano alternative ai mercati finanziari tradizionali.
Guardando ai primi di gennaio di quest'anno, gli osservatori del settore rimangono cauti ma ottimisti. Sebbene i prezzi complessivi siano ancora inferiori ai picchi degli anni precedenti, la recente stabilità suggerisce che gli acquirenti stanno tornando sul mercato con maggiore fiducia. L'andamento dei vini italiani, in particolare, è tenuto sotto stretta osservazione come potenziale indicatore di tendenze più ampie nell'investimento in vini pregiati.
Alla ripresa delle contrattazioni nel nuovo anno, i collezionisti e i commercianti stanno monitorando sia i segnali macroeconomici sia gli sviluppi specifici delle principali regioni vinicole. La storia dei prezzi dei vini pregiati nel 2026 si sta ancora delineando, ma i dati recenti offrono motivi per un misurato ottimismo tra coloro che investono in questo mercato unico.
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