08-01-2026
Negli ultimi anni, l'industria del vino ha affrontato un periodo di cambiamenti significativi, visibili non solo nei dati di mercato ma anche nei paesaggi delle regioni vinicole tradizionali. In tutta Europa, soprattutto nelle aree con una lunga storia di viticoltura, i vigneti vengono sradicati. I terreni che un tempo rappresentavano generazioni di identità agricola e culturale rischiano ora di essere convertiti ad altri usi o semplicemente abbandonati. Questo cambiamento è dovuto a una combinazione di calo del consumo di vino, aumento delle normative sugli alcolici, mercati globali volatili e crescente impatto del cambiamento climatico. Questi fattori stanno convergendo per spingere il settore vinicolo in una fase di profonda riorganizzazione.
Questo senso di vulnerabilità non è nuovo per il vino. Nel corso della storia, il settore si è ripetutamente adattato per sopravvivere alle crisi. Le cause e i luoghi possono cambiare, ma il modello di fondo rimane costante: il vino resiste evolvendosi. Uno degli esempi più eclatanti viene dagli Stati Uniti durante il proibizionismo degli anni Venti. Quando l'alcol fu vietato a livello nazionale, le aziende vinicole americane si trovarono improvvisamente nell'impossibilità di vendere legalmente i loro prodotti. La California, che aveva investito molto nei vigneti, si ritrovò con un'abbondanza di uva ma senza un mercato legale per il vino.
Invece di scomparire, il vino trovò un modo per adattarsi. I produttori iniziarono a vendere "mattoni di vino", blocchi solidi di mosto d'uva concentrato commercializzati come prodotti alimentari. Il marchio più famoso era Vine-Glo. Questi mattoncini erano venduti apertamente nei negozi e venivano forniti con istruzioni dettagliate su cosa non fare - come non scioglierli in acqua e non conservarli in un luogo caldo per diverse settimane - fornendo di fatto una guida per la vinificazione domestica senza infrangere la legge. Questa soluzione ha permesso alle persone di continuare a produrre e consumare vino privatamente, spostando la produzione dalle cantine commerciali a innumerevoli spazi domestici in tutto il Paese.
L'era del wine brick non rappresentava un atto di sfida contro lo Stato, ma piuttosto un adattamento intelligente entro i confini della legge. Il valore economico rimase legato alle regioni vinicole tradizionali e il consumo continuò anche se assunse nuove forme. Quando il proibizionismo finì, i mattoni di vino scomparvero rapidamente, mentre la produzione legale riprese e l'industria tornò ai suoi schemi familiari.
Le sfide di oggi sono diverse, ma presentano alcune analogie con quelle affrontate durante il proibizionismo. Non c'è un divieto assoluto sull'alcol, ma c'è una pressione crescente dovuta a preoccupazioni sanitarie, cambiamenti culturali, instabilità economica e minacce ambientali. Il rischio che corre il vino oggi non è tanto l'estinzione, quanto la stagnazione: l'incapacità o la non volontà di adattarsi alle circostanze che cambiano.
Una risposta è stata lo sviluppo di vini dealcolizzati e di prodotti a basso contenuto alcolico. In Italia e in altri Paesi dove la tradizione è profonda, queste innovazioni hanno suscitato un dibattito sul fatto che rappresentino una rottura o una continuazione del patrimonio enologico. Tuttavia, la storia suggerisce che questi cambiamenti fanno parte di una lunga tradizione di adattamento. Così come i mattoni da vino hanno permesso all'industria di sopravvivere al proibizionismo cambiando forma, i vini dealcolizzati di oggi riflettono lo sforzo di soddisfare le nuove esigenze preservando gli aspetti fondamentali della viticoltura.
Il vino è sempre stato più di una semplice bevanda: è un sistema complesso plasmato dalla natura, dall'economia e dalla politica. Quando un elemento cambia - sia esso dovuto alla legge, alla cultura o al clima - l'intero sistema deve adattarsi. La lezione della storia è chiara: la sopravvivenza dipende dalla flessibilità e dalla creatività piuttosto che dalla rigida aderenza alle forme del passato.
Guardare all'epoca dei mattoni di vino serve a ricordare che anche quando il futuro sembra incerto, l'innovazione può fornire nuove strade da percorrere. L'attuale ondata di sperimentazione di vini dealcolizzati e di prodotti alternativi non deve essere vista come un rifiuto della tradizione, ma come un altro capitolo della continua storia di resilienza e reinvenzione del vino. Mentre le pressioni globali continuano a rimodellare l'agricoltura e le abitudini di consumo, la capacità di adattamento rimarrà essenziale per la sopravvivenza di questa antica industria.
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