Il mercato del vino statunitense mostra cauti segnali di ripresa

23-08-2024

Francia e Italia dominano le importazioni di vino negli Stati Uniti

La prima metà del 2024 ha visto il mercato statunitense delle importazioni di vino attraversare un periodo di cauta ricalibrazione, che riflette le tendenze economiche più ampie e il cambiamento delle preferenze dei consumatori. Secondo i dati doganali statunitensi, mentre il volume di vino importato negli Stati Uniti ha registrato un modesto aumento dello 0,7%, raggiungendo i 633,8 milioni di litri, il valore totale di queste importazioni è diminuito del 3%, raggiungendo i 3,298 miliardi di dollari. Il calo del valore è attribuibile a una diminuzione del 3,6% del prezzo medio al litro, sceso a 5,20 dollari.

Questi dati suggeriscono che, sebbene la quantità di vino che entra negli Stati Uniti abbia registrato una leggera ripresa, il mercato è ancora alle prese con le pressioni sui prezzi che hanno portato a una diminuzione della spesa complessiva. Questa tendenza segna un miglioramento significativo rispetto all'anno precedente, il 2023, che si era chiuso con un forte calo del 14,6% in volume e dell'8,6% in valore, sottolineando un mercato che stava lottando per recuperare la sua posizione dopo la pandemia.

Vini in bottiglia e spumanti in aumento

Approfondendo i tipi di vino importati, i dati rivelano un quadro più sfumato. Le uniche categorie che hanno registrato un aumento sia del volume che della quota di mercato sono i vini imbottigliati e spumanti. Le importazioni di vino imbottigliato sono cresciute del 3,1%, per un totale di 438,6 milioni di litri, mentre i vini spumanti hanno registrato un aumento del 4,7%, raggiungendo gli 85,6 milioni di litri. Le importazioni di vino sfuso sono invece diminuite del 4,9%, con un calo più contenuto dello 0,9% nel segmento bag-in-box (BiB).

Nonostante la crescita in volume, sia i vini imbottigliati che gli spumanti hanno registrato una diminuzione in valore, con prezzi medi in calo rispettivamente del 4,2% e del 13,9%. Questo calo suggerisce che i consumatori, pur continuando a preferire queste categorie di vini, sono sempre più sensibili al prezzo e probabilmente optano per opzioni più economiche all'interno di questi segmenti. D'altra parte, i vini sfusi e le offerte BiB sono diventati più costosi, con aumenti di prezzo superiori al 10%, segnalando forse uno spostamento verso offerte di qualità superiore o più premium all'interno di queste categorie tipicamente a basso costo.

Il vino in bottiglia rimane il segmento dominante in termini di valore, con importazioni per un totale di 2,393 miliardi di dollari, in leggero calo dell'1,3%. Gli spumanti, pur aumentando in volume, hanno registrato un calo significativo del 9,9% in valore, per un valore di 726 milioni di dollari. Il vino sfuso e il BiB, sebbene meno importanti, hanno mostrato una certa resistenza, con le importazioni di vino sfuso che sono aumentate del 5,6% a 166,7 milioni di dollari e le importazioni di BiB che sono aumentate del 9,3% a 12,2 milioni di dollari.

Francia e Italia: Dominano il mercato delle importazioni statunitensi

Gli Stati Uniti hanno importato vino da 66 Paesi diversi nella prima metà del 2024, con Francia e Italia in testa. Nonostante un calo del 10% in termini di valore, la Francia ha mantenuto la sua posizione di primo esportatore di vino negli Stati Uniti, con vendite per un totale di 1,131 miliardi di dollari. L'Italia ha seguito a ruota, con un aumento del 5,6% del valore, per un totale di 1,113 miliardi di dollari. Insieme, questi due Paesi hanno rappresentato l'incredibile 68% del valore totale del vino importato negli Stati Uniti durante questo periodo.

In termini di volume, l'Italia è stata il principale fornitore, con una crescita del 4,5% a 175,6 milioni di litri. Il Canada, che fornisce soprattutto vino sfuso a basso costo, si è assicurato il secondo posto con 114,7 milioni di litri, con un leggero aumento dello 0,4%. La Francia, nonostante un volume inferiore, è cresciuta dell'1,9% a 87,2 milioni di litri, ma il suo prezzo medio al litro ha registrato il calo più marcato, pari all'11,7%, rimanendo comunque significativamente più alto rispetto agli altri principali fornitori, con 12,97 dollari al litro. Il prezzo medio dell'Italia, benché notevolmente più basso (6,34 dollari al litro), ha segnato un aumento dell'1,1%, sottolineando la posizione premium dei vini francesi sul mercato statunitense.

Il panorama delle importazioni di vino negli Stati Uniti ha registrato notevoli cambiamenti anche tra gli altri principali fornitori. La Nuova Zelanda, tradizionalmente forte, ha visto erodere la sua quota di mercato, con un calo del 12,2% in valore a 300,7 milioni di dollari, facendola scendere dal terzo al quarto posto nella classifica del valore. Al contrario, la Spagna è riuscita a contrastare la tendenza generale, aumentando il valore delle esportazioni dell'1,8% a 190 milioni di dollari, assicurandosi la posizione di quarto fornitore in termini di valore.

L'Australia ha affrontato sfide significative, con un calo del 9,6% in valore a 124,5 milioni di dollari e una forte diminuzione del 18,2% in volume, riducendo la sua quota nel mercato statunitense. Il Cile, invece, ha registrato una robusta crescita, con un notevole aumento dell'11,8% in valore a 107,3 milioni di dollari e un sostanziale aumento del 23,5% in volume, posizionandosi come una stella nascente nel mercato statunitense delle importazioni di vino. Nel frattempo, l'Argentina ha registrato guadagni modesti, con un aumento dell'1,2% in valore a 107,3 milioni di dollari e un incremento del 2,6% in volume.

La Spagna ha mantenuto la sua posizione di protagonista, con un leggero aumento sia in valore che in volume, consolidando la sua reputazione di vino di alta qualità e a prezzi competitivi. Il suo prezzo medio di 5,82 dollari al litro è stato il terzo più alto tra i primi 10 fornitori, a testimonianza della sua forte posizione di mercato.

La prima metà del 2024 ha evidenziato l'evoluzione delle dinamiche del mercato statunitense delle importazioni di vino. Sebbene vi siano segnali di ripresa rispetto al forte calo registrato nel 2023, il mercato rimane altamente competitivo, con preferenze dei consumatori in continua evoluzione e pressioni economiche che influenzano le decisioni di acquisto. I vini in bottiglia e gli spumanti continuano a dominare, anche se a prezzi ridotti, mentre i vini sfusi e i BiB stanno guadagnando terreno con l'aumento dei prezzi.

La Francia e l'Italia continuano a dettare il ritmo, ma altri fornitori tradizionali come la Nuova Zelanda e l'Australia devono affrontare delle sfide, mentre i mercati emergenti come il Cile stanno facendo breccia in modo significativo. Nel corso dell'anno, sarà fondamentale per i produttori e gli esportatori di vino adattarsi a queste tendenze, bilanciando la qualità, i prezzi e la domanda dei consumatori in un mercato che rimane uno dei più lucrativi e allo stesso tempo impegnativi del mondo.