Svelare la fillossera: il parassita che ha cambiato per sempre la viticoltura

Da New York all'Europa: il viaggio insidioso e l'identità genetica della fillossera

Alla fine del XIX secolo la viticoltura europea fu scossa nel profondo, con l'epidemia di fillossera che decimò i vigneti di tutto il continente. Ancora oggi, questo evento catastrofico rimane un punto cruciale di studio per botanici, entomologi e viticoltori. La recente scoperta della sequenza del genoma della fillossera offre un faro di speranza nella lotta continua contro questo formidabile insetto.

La storia di questo parassita devastante

La fillossera, scientificamente nota come Daktulosphaira vitifoliae, è il parassita più distruttivo mai incontrato nel mondo della viticoltura. Gli ingenti danni sono iniziati nel 1863, con la Francia come epicentro iniziale. Si stima che questa piccola creatura sia stata responsabile dell'annientamento di due terzi dei vigneti europei. È interessante notare che la sua origine risale agli Stati Uniti, da dove ha compiuto il pericoloso viaggio verso le coste europee.

Capire la fillossera

Questo parassita, che si nutre di vite, è un minuscolo insetto strettamente imparentato con gli afidi e presenta un notevole polimorfismo. Le due forme conosciute di fillossera sono:

  • Forma partenogenetica: Si tratta di insetti femmina che possono riprodursi senza bisogno di accoppiarsi con un maschio. Producono invariabilmente una prole femminile. Di dimensioni comprese tra 0,3 e 1,4 mm, queste creature gialle sono di due tipi: le gallicole, che vivono sulle foglie, e le radicicole, che vivono sulle radici.
  • Forma sessuale: Queste fillossere non si nutrono perché non hanno l'apparato boccale.

I vigneti non sono più stati gli stessi dopo questa colossale epidemia. È comprensibile che l'obiettivo di controllare e contrastare questo insetto sia al centro delle ricerche in corso.

Una scoperta genomica

In uno studio approfondito condotto dall'INRAE, è stata svelata la sequenza del DNA della Phylloxera, che ha rivelato più di 2700 geni: una scoperta monumentale. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica BMC Biology il 23 luglio 2020, pone le basi per l'elaborazione di migliori strategie di lotta contro il parassita che, a loro volta, promettono di migliorare la produzione di vino.

Il sequenziamento del DNA di un organismo offre spunti che vanno oltre la semplice identificazione dei geni. Dipinge un quadro vivido della storia dell'organismo, delle sue connessioni evolutive e facilita la ricostruzione del suo percorso evolutivo. È interessante notare che lo studio ha scoperto che la Phylloxera europea è geneticamente identica a quella di New York e del bacino del Mississippi.

La ricerca ha previsto la raccolta di campioni da varie regioni degli Stati Uniti e dell'Europa. Si è dedotto che l'invasione europea è probabilmente derivata dall'importazione della Vitis riparia, una vite americana selvatica, in particolare dalle aree dell'Illinois, del Wisconsin e di New York. In particolare, mentre la Vitis riparia aveva sviluppato naturalmente delle difese contro il parassita nella sua terra d'origine, le viti in Francia erano completamente prive di difese, portando al disastro della viticoltura europea.

La misteriosa famiglia di geni

Dei 2700 geni identificati nella Phylloxera, oltre il 10% del suo genoma è costituito da una misteriosa "superfamiglia". Si ipotizza che questi geni regolino le interazioni tra la vite e il parassita, eventualmente disattivando i sistemi di difesa della vite attraverso meccanismi intricati. Questa "superfamiglia" potrebbe quindi essere la chiave di svolta per la viticoltura.

La ricerca guidata dal team di Paul Nabity dell'Università della California, Riverside, scava in profondità in questa "superfamiglia". Se alcune proteine espresse da questi geni agiscono come "effettori" che permettono agli attacchi del parassita di avere successo, si potrebbe arrivare a identificare varietà di vite tolleranti o addirittura resistenti.

Strategie future

Per salvaguardare i vigneti, le potenziali strategie potrebbero prevedere l'identificazione di molecole, sia naturali che sintetiche, in grado di neutralizzare le proteine prodotte dalla fillossera. Questi "pesticidi naturali" potrebbero rappresentare una soluzione ecologica, senza danneggiare altri insetti o l'ambiente.

Sebbene la ricerca sulla Phylloxera sia ancora in fase embrionale, il possesso del suo "catalogo genetico" rappresenta un salto monumentale che infonde speranza nella ricerca continua di questo famigerato parassita dei vigneti.