20-05-2026
PALERMO — Sicilia en Primeur si è chiusa qui alla sua 22ª edizione in un momento in cui il business del vino in Italia affronta una maggiore prudenza da parte dei consumatori, incertezza sui dazi e un pubblico più giovane ancora distante dalla cultura tradizionale del vino. Il messaggio di Assovini Sicilia, l’associazione che organizza l’evento, è stato chiaro: se il vino vuole continuare a crescere, deve parlare meno come prodotto e più come luogo, cultura ed esperienza.
L’evento ha riunito a Palermo per cinque giorni di degustazioni, incontri e visite oltre 100 giornalisti stranieri, 12 tour operator e 56 cantine. Al Real Albergo delle Povere, edificio storico nel centro città che ha ospitato la principale sala degustazione, sono state versate oltre 400 etichette. La vendemmia 2025 è stata presentata dai produttori come un segnale di rinnovata fiducia e di qualità più solida dopo una fase difficile per il settore.
Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, ha detto in un’intervista che l’enoturismo è diventato uno degli asset più forti della Sicilia perché mette insieme la cultura dell’isola, la sua gamma di vini e i suoi paesaggi. Ha sostenuto che il settore ha ora bisogno di una strategia che vada oltre il marketing e diventi un progetto di lungo periodo che coinvolga le cantine e il territorio più ampio.
«L’idea che stiamo perseguendo è un enoturismo con la cultura al centro», ha detto Cambria. «Dal vino dovrebbe aprirsi ad arte, paesaggio, cibo e musica. Questo richiede integrazione tra elementi diversi e una nuova forma di comunicazione che inevitabilmente deve parlare alle giovani generazioni e comprenderne le esigenze».
La presenza dei tour operator ha segnato un passaggio importante per l’evento. Sicilia en Primeur era nata come appuntamento rivolto soprattutto alla stampa internazionale. Quest’anno ha funzionato anche come destination workshop, con le cantine presentate non solo come produttrici ma anche come porte d’accesso a un’isola plasmata da vigneti, centri storici, cucina locale, paesaggi agricoli e comunità.
Cambria ha detto che la Sicilia gode di un vantaggio naturale perché il suo modello di enoturismo può contare sulla biodiversità e su quella che ha definito la bellezza del paesaggio vitato. Ha aggiunto che la regione ha raggiunto un livello di maturità gestionale e produttiva che le consente di fissare nuovi obiettivi, soprattutto nell’ospitalità e nel turismo legato al vino.
La sfida per i produttori non è solo commerciale. In Italia e all’estero, molte cantine stanno cercando di raggiungere consumatori che non rispondono più soltanto al linguaggio tecnico. Per anni il vino è stato spesso raccontato attraverso numeri, punteggi, ettari e gradazioni alcoliche. A Sicilia en Primeur, gli organizzatori hanno cercato di riportare la conversazione sulle persone: viticoltori, addetti di cantina, famiglie e visitatori.
Questo approccio riflette una preoccupazione più ampia nel settore. Con i dazi ancora incerti in alcuni mercati e modelli di spesa più prudenti, le cantine cercano modi per costruire fedeltà oltre prezzo e promozione. In Sicilia, Assovini punta sul fatto che visite dirette, storytelling e ospitalità locale possano contribuire a creare domanda tra i viaggiatori che magari non sono bevitori abituali di vino ma sono aperti a cibo, paesaggi ed esperienze culturali.
L’evento ha anche evidenziato come i produttori siciliani considerino il turismo parte del loro futuro economico e non un accessorio delle vendite. Alle cantine viene sempre più spesso chiesto di ospitare degustazioni, pranzi, concerti e visite guidate che mettano in relazione il vino con altri aspetti della vita dell’isola. Per molti produttori questo significa investire in spazi di accoglienza, formazione del personale e partnership con hotel, guide e tour operator.
Cambria ha detto che l’obiettivo è costruire un modello siciliano riconoscibile invece di copiare formule standard di ospitalità usate altrove. Ha aggiunto che la forza dell’isola sta nella sua identità: la sua storia, i suoi paesaggi e il lavoro umano dietro ogni bottiglia.
Sicilia en Primeur tornerà nel 2027, quando i produttori potranno valutare se l’enfasi posta quest’anno sull’enoturismo si sarà tradotta in legami più forti con i visitatori e con nuovi consumatori.
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