L’Ue impone i nomi dei produttori sulle etichette dei prodotti tutelati

14-05-2026

Le nuove regole impongono che il produttore o operatore responsabile compaia accanto alle indicazioni geografiche su distillati e alimenti regionali.

Bruxelles — Da giovedì è entrata in vigore una nuova norma europea sull’etichettatura che impone ai produttori di alimenti e distillati tutelati di riportare il nome del produttore o dell’operatore responsabile della filiera nello stesso campo visivo dell’indicazione geografica sulla confezione, una modifica che, secondo i funzionari, serve a rendere più semplice verificare le rivendicazioni di origine e a ridurre la confusione per i consumatori.

La misura si applica alle bevande spiritose e ai prodotti agricoli venduti con denominazioni protette e indicazioni geografiche protette nell’Unione europea. In base al Regolamento (UE) 2024/1143, il nome del produttore non può più essere nascosto su un pannello posteriore o in un’area secondaria dell’etichetta se il prodotto reca sul fronte un marchio regionale tutelato. Le informazioni devono essere visibili a colpo d’occhio, senza dover girare la bottiglia o la confezione.

La Commissione europea ha inquadrato la norma come parte di uno sforzo più ampio per rafforzare la tracciabilità nel settore agroalimentare e delle bevande del blocco. Secondo i funzionari, il cambiamento mira a rendere più difficile per le aziende beneficiare della reputazione di una regione mantenendo però nascosta la propria identità. La norma offre inoltre ai consumatori informazioni più immediate su chi abbia prodotto o imbottigliato un articolo, elemento che i regolatori ritengono utile a sostenere la fiducia negli alimenti e nei distillati di fascia alta.

L’obbligo riguarda un’ampia gamma di prodotti, tra cui distillati come Cognac, Irish whiskey, grappa e altre bevande tutelate geograficamente, oltre ai beni agricoli venduti sotto nomi protetti. Per i produttori, soprattutto per i marchi più grandi con packaging già consolidati, il cambiamento comporta la riprogettazione delle etichette affinché il nome del produttore compaia accanto all’indicazione geografica in un unico campo visivo.

La norma riguarda anche i prodotti importati da fuori dell’Unione europea se commercializzati nel blocco con un’indicazione geografica protetta. Ciò significa che i produttori stranieri che vogliono accedere al mercato europeo dei prodotti tutelati dovranno rispettare lo stesso standard di etichettatura.

Per evitare di costringere le aziende a distruggere gli imballaggi già esistenti, Bruxelles ha consentito che i prodotti etichettati prima di giovedì restino in vendita fino a esaurimento delle scorte attuali. Ma qualsiasi prodotto confezionato da oggi in poi dovrà essere conforme alla nuova regola. Le bottiglie o le confezioni che lasciano le linee di produzione con etichette obsolete rischiano sanzioni amministrative e un possibile ritiro dal mercato.

Il cambiamento arriva dopo due anni di preparazione nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1143, adottato come parte di una più ampia revisione della politica europea della qualità per alimenti e bevande. In Italia, dove si concentra un gran numero di nomi protetti del settore alimentare, istituzioni e associazioni di categoria hanno descritto la norma sia come una sfida amministrativa sia come un’opportunità per rafforzare la fiducia nei prodotti certificati.

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha emanato il 6 marzo una circolare per recepire il regolamento a livello nazionale, indicando come i produttori debbano presentare in ეტichetta le informazioni richieste. Il ministero ha precisato che, quando nella realizzazione di un prodotto certificato sono coinvolti più produttori, è sufficiente identificare un solo soggetto responsabile della fase di produzione che conferisce al prodotto le sue caratteristiche essenziali.

Anche i gruppi di produttori che vigilano sui nomi protetti sono soggetti a nuovi obblighi nel sistema. Devono garantire che i membri rispettino non solo i disciplinari di produzione ma anche le nuove regole di etichettatura legate alla visibilità e alla collocazione delle informazioni. I gruppi che non soddisfano i requisiti di rappresentatività previsti dal regolamento potrebbero perdere lo status ufficiale.

Per i consumatori, l’effetto pratico è semplice: quando prendono in mano una bottiglia o una confezione con un nome europeo protetto, dovrebbero ora poter vedere sia da dove proviene sia chi ne è responsabile senza dover cercare nelle scritte in piccolo.